Se Putin avesse fatto rapire Zelensky…

Se Putin avesse fatto rapire Zelensky con le stesse modalità con cui Trump ha rapito Maduro, le probabilità di un conflitto armato globale sarebbero aumentate in maniera esponenziale. Agli Stati Uniti invece tutto è concesso: non solo nel “giardino di casa” dell’America latina e nel Medio Oriente ma anche in Europa e in Italia, con interventi che dettano l’agenda politica e rilanciano programmi di riarmo generalizzato.

Venezuela: come il Cile nel 1973

Gli Stati Uniti hanno bombardato varie località del Venezuela e ne hanno sequestrato il presidente. Il fine è il ripristino del controllo politico sul “cortile di casa” e l’accesso al petrolio di cui il paese sudamericano è ricchissimo. Non è una novità nella storia dell’imperialismo americano e il ricordo va al Cile di Allende. Intanto la situazione internazionale precipita e nessuno è oggi sicuro: né gli stati né le persone.

Sedotta e abbandonata

La “pax americana” dettata da Trump non lascia dubbi. L’Ucraina è stata, ed è, una semplice e sacrificabile pedina nello scontro tra Russia e USA. A conferma del fatto che la “tutela delle minoranze” e l’“integrità territoriale” degli Stati sono solo uno schermo e che le guerre si fanno per il controllo geopolitico di territori strategici. Ora il cerino resta in mano a un’Europa che si è condannata con le proprie stesse mani alla subalternità.

Il genocidio in stile occidentale

Gaza è ormai solo un ammasso di morti e di rovine. C’è di più. Il suo annientamento da parte di Israele e dei suoi alleati occidentali, lungi dall’essere un genocidio isolato, segna la fine di un ordine globale guidato da regole concordate a livello internazionale. È l’inizio, non la fine, delle campagne di massacro di massa del Nord globale contro le crescenti schiere di poveri e vulnerabili del mondo.

Italia, colonia Usa “a sua insaputa”

L’interesse dell’Italia e degli italiani è che la guerra in Ucraina finisca al più presto. Perché, dunque, vi partecipiamo? Non per motivi ideali se, parallelamente, stringiamo accordi con un dittatore sanguinario come Erdogan. Forse solo perché siamo sostanzialmente un satellite, o una colonia, degli USA che alla prosecuzione della guerra hanno un interesse geopolitico.

L’Apocalisse e il Leviatano: la guerra, la sinistra e la storia

Le analisi sulla guerra in Ucraina sono eterogenee e divergenti. Anche a sinistra. Ma il punto di partenza è, in tutti i casi, un modello interpretativo superato che continua a porre al centro delle dinamiche internazionali i concetti di Stato e di imperialismo, trattando con sufficienza l’emergere di istituzioni politiche alternative allo Stato sovrano che sono, invece, la vera novità del presente.