Le migrazioni e la falsa coscienza dell’Occidente

Le cause delle migrazioni sono determinate, in massima parte, dalle politiche che l’Occidente ha perseguito per secoli e continua a perseguire nei confronti dei paesi da cui partono i flussi. Politiche che sono dettate dal sistema capitalista. Il momento di crisi estrema che stiamo vivendo offre l’opportunità per una critica radicale che metta in discussione il capitalismo, nella sua vera essenza liberticida e distruttiva.

La città, la democrazia, la rendita

Le nostre città propongono sempre più il ruolo centrale della rendita a beneficio della finanza, dei grandi fondi, delle piattaforme digitali. Le case si trasformano, da luoghi di abitazione, in merci su cui speculare e i poveri diventano scarti di produzione, rifiuti da espellere nelle periferie, nei centri suburbani, nell’hinterland. La rendita e la connessa repressione diventano così i nemici più insidiosi della città e della democrazia.

Il “modello Milano”: la finanza padrona del territorio

Lo sbandierato modello urbanistico di Milano non è il fausto prodotto di una sana sinergia tra pubblico e privato, ma il frutto avvelenato dell’asservimento delle istituzioni agli interessi finanziari. Il risultato non ha migliorato servizi e spazi pubblici ma li ha privatizzati e distrutti. Le disuguaglianze sono aumentate e le classi meno agiate sono state espulse. E il modello, purtroppo, non riguarda solo Milano.

La finanza corre indisturbata sui soliti sentieri

Le informazioni più recenti indicano che il comportamento degli attori finanziari non cambia nel tempo. Le banche continuano a finanziare le fonti di energia fossili, i paesi poveri annegano sotto il peso dei debiti, si consuma un nuovo scandalo bancario, mentre anche nei paesi ricchi il livello del debito preoccupa e la nuova finanza Usa e il parallelo arrivo di Trump pongono nuovi rischi al settore finanziario.

Vita reale, bollette, inflazione

L’inflazione e, soprattutto, le bollette di luce e gas galoppano. È una questione di approvvigionamenti e di geopolitica ma non solo. C’è anche la finanza, con le sue dinamiche speculative e le sue aspettative di breve e brevissimo periodo, a guidare i processi economici reali. E c’è il rischio elevato che, ancora una volta, l’aumento dei prezzi faccia crescere il numero degli indigenti.

Afghanistan: la normalità e le bugie

La tragedia che si sta sviluppando in Afghanistan è un promemoria per tutti. Se la guerra rimarrà la normalità per garantire gli interessi dell’Occidente, il futuro ci riserverà un mix di narrazioni bugiarde e di poco credibili esercizi di aiuti umanitari. E i popoli, le vite individuali e collettive resteranno variabili dipendenti dalle bugie interessate degli Stati.

Cosa intendiamo quando parliamo di crisi?

Oggi il compito da affrontare è demistificare la narrazione che il neoliberalismo ha prodotto negli ultimi quarant’anni. È evidente che la politica deve tornare a esercitare un ruolo preponderante, ma il modello a cui aspirare non è il semplice ritorno al welfare state keynesiano: il consumismo e l’idea di sviluppo forsennato su cui si fonda rischiano di gettarci in un tunnel senza uscita.