“Non mollare”. XVI libro bianco sulle droghe

La sedicesima edizione del Libro Bianco sulle droghe (promosso da Società della Ragione, Forum Droghe, Antigone, Cnca, Cgil, Associazione Luca Coscioni, Arci e Lila con il significativo titolo “Non mollare”) è una significativa alternativa al trionfalismo esibito dal Governo in vista della prossima Conferenza nazionale. Ancora una volta i dati confermano il fallimento del proibizionismo e delle politiche repressive.

L’Italia degli stupefacenti e delle dipendenze

La relazione annuale della presidenza del Consiglio sul fenomeno delle tossicodipendenze contiene alcuni elementi di novità: la cannabis resta la sostanza più utilizzata, seguita dalla cocaina, che supera l’eroina; le persone tossicodipendenti entrate in carcere nel 2024 sono state 16.890, con un aumento del 4,9% rispetto all’anno precedente; tra i giovani cresce l’uso di psicofarmaci senza prescrizione

Il gioco si fa duro. 15° Libro Bianco sulle droghe

Il 15° Libro Bianco sulle droghe promosso da La Società della Ragione e da altre realtà dell’associazionismo descrive una realtà sconfortante. Dopo 34 anni di applicazione del Testo Unico sugli stupefacenti, i dati sono sempre gli stessi. In assenza di detenuti per il reato previsto dall’articolo 73 legge stupefacenti o di quelli dichiarati tossicodipendenti, non vi sarebbe il problema del sovraffollamento carcerario.

L’ossessione repressiva e la cannabis light

La cannabis light, in vendita dal 2016, con il suo 0,2% di principio attivo di THC, è priva di qualsivoglia nocività ed ha, come effetto, non l’alterazione e lo sballo, ma il rilassamento e la tranquillità. Ciononostante un emendamento governativo al decreto sicurezza ne prevede il ritorno nell’area dell’illecito. È l’ennesima manifestazione di una opzione repressiva tutta ideologica.

Le destre e il proibizionismo a senso unico

Il proibizionismo come politica di governo delle droghe è fallito checché ne dica la “virile” retorica di chi lo ha sostenuto e lo sostiene. Tra questi le destre al governo, affette, peraltro, da singolare strabismo, dato il loro agitarsi scomposto soltanto alla parola “droghe”, a fronte della totale inerzia, per esempio, di fronte al consumo di alcol e soprattutto ai suoi 7.700.000 consumatori a rischio.

La scuola tra interventi educativi e cani poliziotto

Una scuola superiore, un allarme antincendio, controlli antidroga nelle aule, un professore censurato per aver denunciato l’accaduto su Facebook. È solo uno dei blitz delle forze dell’ordine in aule scolastiche alla ricerca di droga. Contro ogni evidenza educativa. Perché, come dice un preside: «Non sopporto l’idea che un cane punti un ragazzo, mi ricorda brutte cose del passato… Preferisco puntare su psicologi, educatori, tutor».

La Conferenza nazionale sulle droghe: dentro e fuori

Dopo 12 anni di inadempienze si arriva finalmente alla Conferenza nazionale sulle droghe che, secondo la legge 309/1990, dovrebbe avere scadenza triennale. È un fatto positivo. Ma c’è uno scarso coinvolgimento degli operatori e mancano dal programma questioni fondamentali come la legalizzazione della cannabis. Di qui l’organizzazione parallela di un “Fuori Conferenza”.

I rave party, i benpensanti, la riduzione del danno

I rave party di Valentano e Nichelino, definiti dai media “feste di drogati senza freni”, hanno scandalizzato i benpensanti (e non solo) e innescato un aspro scontro politico sull’inerzia del ministro dell’interno. Eppure le cose non sono così semplici e, in ogni caso, più che chiedere repressione sarebbe opportuno incentivare e sostenere gli interventi di riduzione del danno.