Firenze, sei bella come l’antifascismo!

Ha scritto Piero Calamadrei: «mentre quelli, i fascisti, picchiavano, una gran massa inerte li lasciava fare». Noi oggi siamo qua, a Firenze, perché non vogliamo lasciarli fare: vogliamo dire che siamo antifascisti. Non solo in piazza: lo vogliamo dire a scuola, e all’università. Perché l’antifascismo è la religione civile della Repubblica mentre il fascismo è l’esatto contrario della Costituzione.

Intitolare una scuola a Tina Anselmi, partigiana: il no del sindaco

Accade a Marcon, piccolo comune della terraferma veneziana. Maestri e genitori decidono di intitolare il nuovo plesso scolastico a Tina Anselmi. Ma il sindaco e la giunta di destra si oppongono: dare il nome di una partigiana a una scuola non si può fare. Alla fine del braccio di ferro prevale la scelta della scuola, ma resta la ferita di amministratori pubblici che calpestano i valori della Costituzione antifascista.

All’armi son fascisti! Torino deve reagire

Il fascismo è tornato al governo. In modo ostentato e sfrontato. I suoi esponenti preannunciano persino la volontà di partecipare, senza prese di distanza dal passato, alla festa del 25 aprile. A fronte di ciò non si può parlare di una semplice alternanza di governo. È un salto di qualità senza precedenti, la fine di un’epoca. Bisogna reagire. Subito. Riunendoci per praticare la Costituzione.

La Costituzione è l’antitesi del potere

La Costituzione è approdata a Sanremo con un monologo di Benigni alla presenza del presidente Mattarella. C’è poco da rallegrarsi. La nostra Carta, come diceva Calamandrei «è una polemica contro il presente, contro la società». Non va celebrata ma praticata. Altrimenti si assiste al festival dell’ipocrisia. Com’è per l’articolo 11, che non è «una poesia», ma un impegno contro la guerra, purtroppo disatteso.

Libertà è stare zitti e zitte?

Non c’è democrazia senza conflitto. Di più, sono i conflitti che assicurano alla democrazia vitalità e legame con la materialità della storia. Questa prospettiva è recepita nella declinazione dei diritti e delle libertà costituzionali. Ma oggi viviamo una deriva autoritaria e la Costituzione è accantonata come anacronistica. Bisogna ribaltare la prospettiva e tornare al conflitto e alla Costituzione.

Quando la memoria diventa retorica

La memoria di quel che è stato, come ha denunciato Liliana Segre, sta svanendo. La ragione è semplice. Perché oggi accade che si ricordi la Shoah o si celebrino la resistenza e i valori costituzionali mentre si pratica l’opposto. Gli stessi princìpi ispiratori dell’antifascismo – l’aspirazione all’uguaglianza e alla giustizia sociale – sono tramontati nell’ideologia e nella pratica delle maggiori forze politiche.

Ma Nordio è garantista o giustizialista?

La nomina di Nordio a Ministro della Giustizia ha riportato alla ribalta la distinzione tra “garantismo” e “giustizialismo”. Ma proprio le sue posizioni oscillanti a seconda delle situazioni esaminate fanno ritenere che i due termini abbiano in buona parte perso significato e che si debba piuttosto guardare all’impostazione costituzionale che richiede regole uguali per tutti e, insieme, rispetto dei valori umani e sociali.

Le molte buone ragioni contro il presidenzialismo

Il presidenzialismo, oggi riproposto dalla destra, ha, nella realtà italiana, controindicazioni insuperabili: per il contesto culturale e politico, per il connesso ridimensionamento dei poteri di garanzia, per le ricadute sulla prima parte della Costituzione, per l’indebolimento dei corpi intermedi, per il rischio di derive autoritarie. Assai più produttivo (e possibile) è razionalizzare la forma di governo parlamentare.

Decreto anti-rave, quando la disubbidienza è consapevole

Di fronte alla legge ingiusta c’è modo di reagire legalmente? È possibile essere “ribelli secondo il diritto”, secondo la Costituzione? La risposta è “sì”, anche sotto il profilo giuridico. Anzi, la disobbedienza alle leggi ingiuste, nei casi in cui sono in questione valori essenziali come la vita, la libertà, la dignità delle persone, la democrazia, non è mera illegalità, ma è una virtù repubblicana.