“Overshoot day”: la via delle scelte disarmanti

Quest’anno l’“overshoot day”, il giorno in cui l’umanità ha esaurito ciò che il sistema naturale è stato capace di fornire per tutto il 2025, è scattato il 24 luglio, un record mai raggiunto prima. Nel resto dell’anno vivremo intaccando il capitale naturale che, peraltro, non è eterno e un giorno finirà. Per sopravvivere non c’è alternativa. Bisogna ridurre i consumi: a livello di imprese, di famiglie e di collettività.

Trasformare la crisi climatica in opportunità

Per sopravvivere ed evitare di farsi travolgere dalla catastrofe climatica, l’umanità deve fare un salto di civiltà, nei consumi e nei modi di produzione. Sarebbe un salto economicamente conveniente e consentito dalla evoluzione della tecnica. Ma i governi si guardano bene dal farlo. Basta guardare all’energia dove, anziché perseguire riduzione dei consumi e fonti alternative, si insegue la follia del nucleare.

No alla servitù energetica: un convegno per dirlo

A chi serve questa grande quantità di energia e per cosa viene prodotta? Perché prima di avviare il passaggio a nuove forme di energia non si calcolano i fabbisogni reali, non si riducono gli sprechi, non si abbandonano le produzioni e le opere inutili? Di questo si parlerà, anche per costruire una rete di rapporti a livello nazionale, in un convegno organizzato a Livorno, il 29 e 30 marzo da Confluenza.

I dazi di Trump creeranno caos e crisi

Trump annuncia l’imposizione di forti dazi sulle merci straniere, in particolare su quelle di Cina, Messico e Canada. L’incertezza sulle mosse effettive rispetto ai proclami, con i quali si preannuncia una politica di rilancio dell’industria del Paese, è molto elevata. Ma se alle parole seguiranno i fatti, i risultati saranno probabilmente molto negativi per il mondo e per gli stessi Stati Uniti.

Senza riduzione dei consumi il mondo non ha futuro

Siamo arrivati, nostro malgrado, al tempo della riduzione imposta e della competizione feroce per le risorse. Una società che si mangia oltre due pianeti all’anno non ce la possiamo più permettere. Se c’è poca acqua per tutti, tutti devono bere meno. Devono decrescere nei consumi. È matematica, addizione e sottrazione. Fa paura il termine decrescita? Cambiamolo in “parsimonia” ma quella è la strada.

Quale transizione ecologica?

Evocare genericamente la transizione ecologica è l’ennesimo camuffamento di un sistema economico che ci sta portando alla catastrofe. Non bastano la digitalizzazione o una conversione energetica tutta da definire se si alimentano acriticamente i consumi e si prosegue nella incessante produzione di tutto, anche di ciò che non serve.