Ponte di Messina, dalla commedia alla farsa

Sembra una commedia di Plauto. Ministri e politici vari resuscitano, dopo 10 anni, il progetto, bocciato in tutte le sedi, di un ponte ad unica campata, a doppio impalcato, lungo 3,3 km, sorretto da due torri di 400 metri di altezza, da realizzare in una delle aree a maggior rischio sismico e di turbolenza per i venti del Mediterraneo. Naturalmente a esclusivo beneficio di società private.

L’Italia dei sonnambuli

Il 57° Rapporto del Censis offre, come ogni anno, un’analisi della situazione socioeconomica del Paese. La ricchezza dei dati (tra l’altro su cittadini, famiglie, occupazione, diritti, economia, Pil eccetera) si accompagna a valutazioni amare sul venir meno di gran parte dei meccanismi di mobilità sociale e, insieme, sulla mancanza di traguardi condivisi, quasi che la società italiana sia affetta da sonnambulismo.

Dietro l’angolo, un premierato torbido

È un premierato torbido quello previsto nel disegno di legge costituzionale varato dal Governo. Torbido perché, con il mito della stabilità, veicola il dis-equilibrio dei poteri, l’abbattimento della partecipazione e una democrazia subordinata a un capo o, più propriamente, un’autocrazia. Occorre reagire. Subito. Prepararsi a un referendum oppositivo costruendo una contro-egemonia nel segno del conflitto sociale dal basso.