Trump consegna alla Cina le chiavi dell’ordine globale

L’egemonia americana post-1945 si basava su quattro fattori: un prodotto nazionale lordo che rappresentava il 50% del pil mondiale; il dollaro come moneta di riserva per l’intero pianeta; la superiorità nucleare; il soft power in consumismo, musica, cinema. E, inoltre, su un ampio sistema di alleanze. Oggi tutto è cambiato e le politiche isolazioniste di Trump consegnano alla Cina le chiavi dell’ordine mondiale.

L’Asia Centrale tra la Russia, la Cina e gli altri

I paesi dell’Asia Centrale (Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Tagikistan e Turkmenistan), ricchi di storia e di materie prime, sono stati, negli ultimi tre secoli, sottoposti al dominio zarista e, poi, inglobati nell’Urss. Oggi, dopo l’indipendenza, si districano tra la Russia, con cui permangono antichi legami, e la Cina, sempre più presente nell’area, mentre gli Usa, l’UE e la Turchia cercano di inserirsi nel gioco.

Russia: l’economia tiene, nonostante la guerra

L’andamento dell’economia russa, dopo il crollo dell’Urss e i disastrosi anni di Eltsin, può essere, con l’avvento di Putin, suddiviso in tre fasi: sino al 2008, un periodo di grande sviluppo; dal 2008 alla guerra con l’Ucraina, una fase caratterizzata da alti e bassi, con una crescita più ridotta; infine il periodo dal 2022 ad oggi, con un boom economico, ma, in prospettiva, con alcuni problemi congiunturali e strutturali.

La trasformazione dell’economia cinese

L’economia cinese si trasforma. Mentre diminuisce il tasso di crescita, pur sempre sostenuto, il paese cerca di superare alcune difficoltà del momento (crisi immobiliare, ostilità Usa, disoccupazione, caduta dei consumi) puntando sullo sviluppo tecnologico e su un aumento dei rapporti con i paesi del Sud, mentre porta avanti la lotta ambientale. Le prospettive sembrano positive.

Il mondo è cambiato ma Draghi e l’élite europea non se ne sono accorti

La struttura delle relazioni internazionali è cambiata in maniera irreversibile. Invece di annunciare un gigantesco piano di riarmo, per essere, tra alcuni lustri, un partner temuto grazie ai fucili, l’Europa dovrebbe giocare carte politico-culturali in vista di un nuovo ordine multipolare. Ma Draghi e l’élite di Parigi e Berlino non se ne sono accorti.

Trump, le guerre commerciali e la realtà del mondo

I dazi imposti da Trump distruggeranno il sistema del commercio internazionale creato dagli Stati Uniti nel dopoguerra. È probabile che ciò, dopo aver provocato un grande disordine nel mondo dell’economia e della politica, avrà, sul fronte economico, risultati ridotti e finirà per rafforzare la Cina. In ogni caso, i problemi sociali degli Stati Uniti non sono i deficit commerciali, e i dazi non riusciranno a risolverli.

“Il mondo non è più quello di una volta”

In poco più di 30 anni il mondo ha cambiato volto. All’egemonia degli Stati Uniti è seguito un nuovo ordine mondiale: l’Occidente si è ritagliato un ruolo essenzialmente finanziario, l’Asia è diventata la fabbrica del pianeta, la Cina si è imposta come prima potenza economica, cresce il peso dei paesi emergenti e l’Europa, indebolita e stregata dall’islamofobia, guarda sempre più a destra. Difficile prevedere cosa accadrà ancora.

L’intelligenza artificiale dopo l’irruzione di DeepSeek

L’irruzione della start-up cinese DeepSeek pone grandi sfide agli Stati Uniti: da una parte un sistema aperto, libero, poco costoso, dall’altra uno che richiede enormi investimenti, energivoro, nelle mani di pochissimi, con un modello chiuso; da una parte un modello neoliberista feroce, che cerca di distruggere lo Stato, dall’altra un’economia dove si sviluppano reciprocamente Stato e mercato.

Cina e India, fratelli rivali

I rapporti fra Cina e India, conflittuali da tempo, hanno visto recentemente un parziale riavvicinamento. Ciò significa, in prospettiva, che la prima economia mondiale e quella che si avvia ad essere la terza avranno un ruolo sempre più importante in un mondo multipolare. In questo quadro l’Europa potrebbe avere una grande occasione di sviluppo. Dovrebbe, peraltro, aprire un dialogo con i due paesi; e appare vano sperarlo.