Controfinanziaria 2026: una proposta alternativa

Il Rapporto “Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace l’ambiente” di Sbilanciamoci! contiene, anche quest’anno, a fianco della critica della legge di bilancio proposta dal Governo una Controfinanziaria. Una manovra alternativa a saldo zero: 111 proposte da poco più di 55 miliardi di euro, per un’Italia capace di futuro, a partire dal potenziamento della sanità pubblica e da una politica industriale per la transizione.

La finanza corre indisturbata sui soliti sentieri

Le informazioni più recenti indicano che il comportamento degli attori finanziari non cambia nel tempo. Le banche continuano a finanziare le fonti di energia fossili, i paesi poveri annegano sotto il peso dei debiti, si consuma un nuovo scandalo bancario, mentre anche nei paesi ricchi il livello del debito preoccupa e la nuova finanza Usa e il parallelo arrivo di Trump pongono nuovi rischi al settore finanziario.

Torino. La banche, il Comune, il segreto

Nei primi anni 2000 il Comune di Torino sottoscrisse un gran numero di derivati, che hanno comportato perdite ammontanti, a fine 2023, a 180 milioni di euro. Ora il Comune ha iniziato, al riguardo, una causa contro Dexia, JP Morgan e Intesa San Paolo. Ma tutto è circondato dal massimo segreto. Peccato, perché la causa potrebbe gettare una qualche luce sui rapporti, non sempre chiari, tra banche e Comune.

Torna lo spread

Perché in Italia lo spread è tornato a salire? Perché i mercati temono per i nostri conti pubblici e, per prestarci soldi, vogliono maggiori interessi. La questione, peraltro, è strutturale e per allentare la tensione sui mercati e far respirare i paesi più indebitati occorrerebbe trasformare i titoli acquistati nell’ambito del quantitative easing in obbligazioni irredimibili. Titoli senza scadenza e a tasso zero. Ma l’Europa non ci sente.

Per una moneta “bene comune”

L’80% del denaro in circolazione è privo di corrispondenti riserve ed è, in realtà, credito delle banche (e debito per chi lo riceve). Ma le banche fanno credito per fare profitti, non per sostenere l’economia. E così si favorisce chi ha mezzi, si producono ulteriori disuguaglianze e si creano crisi ricorrenti. Occorre dunque – sostiene Enrico Grazzini in un recente libro – cambiare l’architettura del sistema monetario.

Il Governo servo di due padroni

Il Governo suda le proverbiali sette camicie per soddisfare le pretese di due padroni: i capitali forti e quelli più deboli, spesso in conflitto. In questo contesto la tassa sugli extraprofitti è una sorta di Robin Hood che toglie ai ricchi più forti per dare ai ricchi più deboli. Dei poveri sostanzialmente se ne frega. Questo dovrebbe cogliere un’opposizione desiderosa di rappresentare gli interessi della classe subalterna.

Extra-profitti delle banche: la tassa non è per i poveri

Grazie al rialzo dei tassi, i profitti delle banche sono lievitati. Nel primo trimestre di quest’anno le 5 banche più importanti hanno accresciuto del 57,6% il proprio “margine di interesse”. Giusto, dunque, tassarle, nonostante i malumori della borsa. Ma se ciò servirà soprattutto a consentire di abbassare le tasse sui redditi più elevati sarà solo un trasferimento di risorse all’interno del segmento medio-alto della società.

Torino: dal rischio di dissesto a una pioggia di milioni

In questi giorni il Comune di Torino ha approvato il bilancio preventivo 2023 e il conto consuntivo 2022. I numeri raccontano uno scenario fatto di luci (la pioggia di soldi proveniente da stanziamenti governativi, patto per Torino e PNRR) e di ombre (mancata soluzione dei problemi strutturali). Così c’è il rischio elevato che fra tre o quattro anni ci si trovi nuovamente seduti per terra…