
Dichiarazione di Claudia Lodesani, presidente di MSF Italia
Il naufragio
A bordo del gommone sarebbero partiti in 120, sono un centinaio i dispersi. E sono stati avvistati altri tre barconi con circa 345 persone, sempre a est di Tripoli. Lo dice Ayoub Gassim portavoce della guardia costiera libica parlando con l’Associated Press. I sopravvissuti sono stati trasferitinella regione di Al-Hmidiya, a 25 km a est del confine. Tutto nel giorno in cui il ministro dell’Interno Salvini annuncia la chiusura dei porti italiani alla Ong e il ministro dei Trasporti Toninelli ‘scappa’ davanti alle 24mila firme raccolte per chiedere invece di non ostacolare il lavoro dei soccorritori. Non è ancora chiaro se il gommone affondato sia lo stesso, con 150 persone senza salvagente, avvistato questa mattina da un aereo militare spagnolo che aveva allertato la Open Arms, la nave della Ong Proactiva che è in zona Sar. La nave non è potuta intervenire perché il gommone distava ottanta miglia ed è a corto di carburante. “Siamo senza benzina perché Malta non ci ha concesso il rifornimento e non ci fa entrare nelle sue acque territoriali”, ha detto Riccardo Gatti dalla Open Arms. Da bordo si sono poi messi in contatto con la sala operativa della Guardia costiera di Roma che ha spiegato che il soccorso era stato preso in carico dai libici.
Mille morti in sei mesi
Da Ginevra l’Oim, l’Agenzia delle Nazioni Unite per la migrazione, ricorda la triste contabilità: dall’inizio dell’anno al 27 giugno scorso, 972 uomini, donne e bambini hanno perso la vita mentre tentavano di raggiungere l’Europa via mare. Di questi 653 sono deceduti sulla rotta del Mediterraneo centrale tra l’Africa del nord e l’Italia. Il dato sulle vittime nel 2018 è pari a meno della metà dei morti segnalati nello stesso periodo del 2017 (erano 2.172). Rispetto all’anno scorso anche il numero di arrivi è in calo. L’Oim riferisce infatti che dal primo gennaio scorso al 27 giugno, un totale di 44.957 migranti e rifugiati sono giunti in Europa via mare, di cui circa il 38% in Italia (16.566) ed il resto diviso tra Grecia (13.157) e Spagna (14.953). Un numero ridotto di arrivi è inoltre segnalato a Cipro e Malta (rispettivamente 47 e 234 migranti). Nello stesso periodo dell’anno scorso, il totale degli sbarchi era di 94.986 e di 230.230 nel 2016


Non riconosco più il mio Paese (a parte alcune eccezioni) non comprendo l’odio portato a virtù! Non comprendo l’indifferenza. Possibile che a nessuno è venuto in mente che ognuno di noi potrebbe essere “l’umano” di cui parliamo? I giovani non hanno molta memoria, ma gli altri dovrebbero averla. Io, tra questi: ricordo nell’ultima guerra, io bambina che sa appena camminare ed è costretta con tutta la famiglia a fuggire dal paesello che sta proprio nelle vicinanze di Montecassino che fu rasa al suolo.
Camminando su terra minata, poichè c’era una sorella più piccola in braccio della mamma,io dovevo camminare con
le mie gambe…e mi spiegavano dove non mettere i piedi. C’erano le mine!! Come faccio a non comprendere chi soccombe alle guerre??
Grazie Enza di queste parole che dimostrano cosa significa “restare umani”.