1° maggio: educare alla legalità
Torino, 1° maggio, ore 9:40. La polizia spezza il corteo che si va formando e blocca in piazza Vittorio la numerosa componente No TAV, impedendole l’ingresso in via Po. Ai …
la politica puntoacapo
Torino, 1° maggio, ore 9:40. La polizia spezza il corteo che si va formando e blocca in piazza Vittorio la numerosa componente No TAV, impedendole l’ingresso in via Po. Ai …
C’è, oltre a quelle ambientali ed economiche, una ragione politica a sostegno dell’abbandono della Torino-Lione: restituire ai cittadini della Val Susa e a tutto il Paese un minimo di fiducia nella democrazia e nella politica. Anche per questo il movimento di opposizione al TAV deve vincere.
Anche dopo l’analisi costi e benefici, che ne ha evidenziato l’insostenibilità economica, i fautori della Nuova linea ferroviaria Torino-Lione insistono. Con molti slogan e pochi argomenti. Ma con una campagna mediatica senza precedenti. Distinguere la realtà e le suggestioni continua, dunque, a essere necessario.
Alla vigilia del primo grande sciopero dei giovani di tutto il mondo per il clima e per un futuro vivibile il Movimento NOTAV ha indirizzato ai ragazzi di “Friday for future” una lettera aperta sui temi al centro delle manifestazioni. È un documento che va ben oltre l’occasione e che, per questo, è utile proporre.
Nuove ragioni si aggiungono a quelle di sempre contro la Torino-Lione: dai risultati dell’Analisi costi e benefici alla mancanza del finanziamento necessario, secondo l’accordo Italia-Francia del 2012, per iniziare l’opera. C’è quanto basta perché la trattativa che si apre porti all’abbandono dell’opera.
Oggi tutti sproloquiano di TAV ma anni di studio, di mobilitazione, di impegno politico e sociale, di lotta e di sacrificio della Val Susa vengono ignorati, liquidati, calpestati e spazzati via da una diabolica alchimia di ignorante buonafede e calcolata malafede. Naturalmente “per il bene del Paese”…
Il dibattito sul TAV continua a essere confuso e fuorviante. Non si tratta di essere a priori pro o contro nuovi tunnel ferroviari, ma di capire se e dove ha senso realizzare opere così rilevanti. E, tra tanti dubbi, una cosa è certa: la Nuova linea ferroviaria Torino-Lione non ha alcun senso economico.
Per la Torino-Lione è arrivato il tempo delle fantasie e delle “scommesse”. C’è chi evoca una nuova “via della seta” e chi preannuncia frotte di sciatori internazionali in arrivo alla stazione internazionale di Susa (distante decine di chilometri dalle piste). Purché ciò avvenga con denaro pubblico.
La strana coppia Chiamparino-Salvini evoca un referendum per ribaltare la “bocciatura” del TAV in sede di analisi costi benefici. È una manovra propagandistica. Nessun timore per l’esito: anche questo referendum sarebbe vinto dai No TAV. Ma non si gioca così con le istituzioni.
Pensare che, per uscire dalla crisi in atto, si debba puntare tutto sulla Nuova Linea Ferroviaria Torino-Lione ha più a che fare con il gioco d’azzardo che con una visione strategica. Questa prospettiva è un’illusione spacciata per soluzione a dispetto delle smentite dei fatti e dei dati.