La piccola Italia dell’Olimpiade di Pechino

L’Italia torna dall’Olimpiade di Pechino con un bottino di medaglie meno brillante di quanto appaia. 17 medaglie non sono poche ma due soltanto sono d’oro, la gran parte riguarda specialità non di primo piano e l’età dei nostri atleti è piuttosto avanzata. Ciò non autorizza ottimismo per il futuro, nel quale già si vedono rimpalli di responsabilità tra Coni e società Sport e salute.

Ucraina: torni un grande movimento per la pace

Siamo a un passo dal baratro. Lanciamo un appello perché in tutta Italia al più presto si dia vita a iniziative, presidi, manifestazioni unitarie per la pace. Torni un grande e diffuso movimento per la pace, oggi timido, e contro l’irresponsabile corsa al riarmo. Contro il potere della guerra e contro ogni logica imperiale, diamo voce alla pace per l’umanità al potere!

Dalla parte di studenti e studentesse

La scuola italiana non sta bene. Gli studenti e le studentesse che la abitano nemmeno. Così un’ondata di occupazioni e manifestazioni percorre le nostre città: «Ci dicono sempre che i giovani sono il futuro, ed è vero, ma noi siamo anche il presente, siamo qui, ora, facciamoci sentire». Questo è il loro tempo, questa è la loro scuola ed è giusto che se la riprendano. Finalmente.

Il Covid e l’informazione

Anche con riferimento al Covid l’informazione, salvo poche eccezioni, mostra la corda. Si continuano a confondere morti “per Covid” e morti “con Covid” e i dati di riferimento sui vaccini restano pressoché esclusivamente quelli forniti dalla case produttrici (tre multinazionali che hanno fatto profitti da capogiro).

“Il tempo rimasto”: un film sulla densità della vita. Intervista a Daniele Gaglianone

«Quando scompariranno coloro che oggi hanno più di 85 anni andrà via la generazione testimone delle grandi trasformazioni, che è passata dalla vita come era secoli fa a questo presente. Chi è nato negli anni Venti o Trenta ha visto cambiare il mondo almeno due o tre volte e sta continuando. Ma queste persone nonostante la durezza delle loro vite danno l’idea di essere vissute dentro comunità».

“Benvenuta Omicron”

Omicron ha riportato al centro dell’attenzione dei media ospedali e Pronto soccorso, con gli scenari di sempre. Occorre, ovviamente, agire ora, ma, insieme, bisogna attrezzarsi per una convivenza di medio-lungo termine con il virus. E per farlo si deve guardare seriamente alle strategie potenzialmente applicabili a future pandemie e alla prevenzione delle malattie infettive in generale.

Giobbe e la Shoah

Dopo Auschwitz si ha il dovere di dubitare anche delle figure più insospettabili. Persino di Giobbe, simbolo della sofferenza e dell’ingiustizia subìta. Perché spesso quest’ultima e l’ingiustizia agìta si intrecciano. Come quando, ritenendoci giusti ed essendo considerati tali, con il nostro disimpegno e il nostro disinteresse perpetuiamo l’ingiustizia, magari inconsapevolmente, nei confronti degli altri.

Il magistrato e le stanze della politica, non riaprite quella porta

Un pubblico ministero si candida a sindaco di Napoli: non viene eletto ma approda in consiglio comunale. Intanto rientra il ruolo e viene assegnato alla Corte d’appello di Campobasso. Scoppia la polemica sull’imparzialità, reale e percepita, del magistrato prestato alla politica. E sono in molti a ritenere che oggi, tra i due ruoli, non possano esserci porte girevoli.

Le Olimpiadi invernali, nonostante tutto

Le olimpiadi invernali di Pechino sono alle porte e, nonostante il Covid, nessuno ipotizza rinvii. Quanto alla spedizione azzurra, le possibilità di nuovi successi, dopo quelli dei giochi di Tokyo e degli europei di calcio dell’anno scorso, sono limitate. L’ottimismo che circola nell’ambiente sembra, dunque, esagerato, a meno di sperare nello stellone italico.

Se cento euro vi sembran pochi

Due noti giornalisti (Gramellini e Severgnini), discettando in Tv sulla multa prevista per chi rifiuta il vaccino, mostrano di considerare 100 euro un’inezia (poco più che una consumazione al bar). Intanto si discute dei prossimi aumenti per gli insegnanti e si parla di 50 euro netti mensili. Forse i due giornalisti non sarebbero così tranchant se guadagnassero millecinquecento euro al mese.