Stati con licenza di uccidere

Sei un mio nemico politico? Ti uccido. Questo “ragionare” primitivo, pre-illuministico, ha fatto breccia nell’opinione pubblica. È Israele ad aver rinverdito la teoria dell’assassinio mirato. Ma veramente questa banalità burocratica del male è ciò che è “scritto” nella tradizione ebraica? E, più in generale, se uccidere senza processo rientra nei confini della legittimità, cosa resta del diritto?

Farmaci: la crisi che parte dallo Stretto di Hormuz

Principi attivi sintetizzati in Asia, elio (necessario per le risonanze magnetiche) importato dal Qatar, rotte bloccate nello Stretto di Hormuz: la crisi in Medio Oriente mostra quanto la filiera produttiva europea dei farmaci dipenda dai combustibili fossili e si regga su equilibri geografici fragili. Il protrarsi della crisi potrebbe, per questo, determinare ritardi negli approvvigionamenti e aumento dei costi.

Trump e Netanyahu, le mosse della disperazione

Quel che accade nello Stretto di Hormuz è esemplare. Il prezzo del barile di petrolio sale alle stelle ed emerge la follia di due leader, Trump e Netanyahu, che non si rendono più conto delle proprie azioni e si dibattono nel caos che hanno provocato senza sapere come uscirne. Il 14 maggio ci sarà a Pechino un vertice cruciale per i rapporti commerciali e strategici tra Usa e Cina e Trump ci arriva da presidente dimezzato.

Pedro Sánchez regolarizza 500mila immigrati

In un’Unione europea sempre più orientata alla restrizione dei flussi migratori, la Spagna sceglie una strada controcorrente. Il Governo socialista di Pedro Sánchez ha infatti annunciato un piano di regolarizzazione straordinaria che potrebbe coinvolgere fino a mezzo milione di persone prive di documenti. Il segnale è chiaro: un’altra politica migratoria è possibile, anche nel cuore dell’Europa contemporanea

No Kings, opportunità e trappole

In Italia sta accadendo qualcosa di rilevante: prima l’incredibile mobilitazione dell’autunno, poi lo straordinario successo del referendum, in ultimo la grande manifestazione No Kings a Roma. È un risveglio di dimensioni insperate. Il Governo ha accusato il colpo. Ma, per cambiare davvero gli equilibri esistenti, il movimento ha bisogno di darsi una strategia articolata e non settaria e di guardarsi da molte trappole.

La radice della guerra: l’impero sionista

La guerra contro l’Iran, cominciata da Tel Aviv, è la dimostrazione che Israele, forte del sostegno degli Stati Uniti e della complicità dell’Europa, si sente libero di far ciò che vuole. L’impero sionista, dotato di centinaia di testate nucleari, è uno degli stati più pericolosi al mondo ma noi facciamo finta di niente. Ce ne accorgeremo presto quando deciderà di far fuori la Turchia di Erdogan per l’egemonia in Medio Oriente.

L’utilità dei regimi, la sconvenienza della democrazia

Da sempre l’Occidente lavora a un Medio Oriente di dittature e autoritarismi. Non interessano governi “liberi” ma governi “utili”. È accaduto in Egitto, in Iran, in Algeria. Con il risultato di ritrovarsi poi con movimenti estremisti e regimi radicali. Oggi l’attacco all’Iran, preparato dalla violazione da parte di Washington, sin dal 2018, dell’accordo sul nucleare del paese, sembra andare nella stessa direzione

L’attacco all’Iran e le guerre coloniali senza fine

Ogni generazione di inviati di guerra e di popoli mediorientali ha la sua devastante guerra del Golfo: ieri ne è arrivata un’altra, ampiamente prevista dopo il viaggio di Netanyahu a Washington e il fallimento annunciato della diplomazia. Ormai lo abbiamo imparato: il bottino di quelle guerre non è la democrazia e lo sviluppo dei popoli ma una nuova sottomissione coloniale e il controllo sulle risorse del Medio Oriente.