L’ultimo affronto: Berlusconi dalla P2 al Quirinale

I tempi sono, per la nostra politica, assai tristi. Ma la proposta, avanzata senza suscitare sdegno, di una candidatura di Silvio Berlusconi alla Presidenza della Repubblica è, a dir poco, surreale. Non solo per i suoi trascorsi giudiziari (in parte ancora pendenti) ma perché aprire porte girevoli tra loggia P2 e Quirinale sarebbe uno sfregio decisivo per la democrazia.

Draghi è il garante della società che non vogliamo

Contrastare l’attuale modello di società passa per l’opposizione al Governo Draghi, che vuole “ammodernare il sistema” ma lasciarne inalterati gli equilibri. Ciò che occorre è, invece, un fisco ridistributivo, un piano di assunzioni pubbliche, la riduzione della precarietà lavorativa, il rilancio del pubblico in settori strategici, una sanità pubblica e gratuita, un vero reddito di base. Un programma, non un’utopia.

Giorgetti, Draghi e il semipresidenzialismo all’italiana

Politici e giornalisti vanno pazzi per il semipresidenzialismo alla francese, magari intrecciato con la variante Giorgetti. A torto. Il modello, infatti, è impraticabile a Costituzione invariata e politicamente pericoloso perché disincentiva la partecipazione, marginalizza ulteriormente il Parlamento ed esalta la tendenza, già così diffusa, ad affidarsi a “uomini della provvidenza”.

La democrazia fragile

La democrazia è fragile ed esigente. Oggi sembra svuotata. Scavando, dietro l’asfissia della politica, la degradazione della rappresentanza, i rigurgiti fascisti e la strumentalizzazione della rabbia sociale, c’è l’abbandono di un progetto di società nel segno della giustizia sociale, e il tradimento della Costituzione. Da questa consapevolezza occorre partire.

Volere la Luna aderisce alla manifestazione antifascista indetta dalla CGIL per sabato 16 ottobre

Scandalizzarsi per la violenza fascista, per l’esposizione di simboli di morte, per i rigurgiti razzisti è necessario ma non basta. Occorrono una mobilitazione e un’azione di contrasto sul piano culturale, scelte politiche tese a realizzare il progetto costituzionale di eguaglianza ed emancipazione, applicazione rigorosa delle leggi che vietano la ricostituzione, in ogni forma, del partito fascista.

Draghi e “la virtù dell’impresa”

Davanti alla Confindustria plaudente, Draghi esalta “la virtù dell’impresa”, ignora le cause della povertà e della disuguaglianza, tace su licenziamenti e multinazionali e riscrive la storia del Paese rimuovendo le lotte operaie e contadine. La scelta di campo è esplicita. Non è una sorpresa ma, intanto, fuori dall’Eur, il conflitto sociale riprende.