Valditara, ovvero come copiare peggiorando

Il ministro Valditara tesse, sussiegoso, le lodi di ciò che ha fatto. In realtà c’è poco da essere fieri. L’ultimo suo intervento è la riduzione a quattro anni dei corsi di studio degli istituti tecnici e professionali. Una riduzione di chiaro stampo classista, in cui Valditara, per di più, non ha inventato nulla, ma è riuscito nell’incredibile impresa di peggiorare i progetti dei suoi predecessori.

Attacco all’Università

Da anni è in corso un processo di trasformazione dell’Università da luogo di cultura, per definizione libera, in azienda burocratizzata funzionale a interessi privati. Ciò è acuito dalle politiche del Governo Meloni tese a sterilizzare il pensiero divergente, a tagliare finanziamenti agli atenei, a favorire l’ingresso dei privati, a reprimere ogni forma di dissenso.

Lo strappo del Daspo di Capodanno

L’ultima trovata del ministro dell’interno è stato il Daspo di Capodanno, cioè la direttiva impartita ai prefetti per la creazione di zone rosse in aree strategiche delle grandi città da cui disporre l’allontanamento coattivo dei soggetti aggressivi o molesti. La misura è, a prima vista, circoscritta ma non è così e anzi, se la si avalla, è forte il rischio della sua prossima estensione alle manifestazioni politiche e, in generale, all’area del dissenso.

Natale: non ci sono poteri buoni

La prima conseguenza “politica” della nascita del Dio bambino è un eccidio di bambini. I poveri (i pastori) e coloro che coltivano la conoscenza (i magi) non temono per il loro potere: perché non ne hanno. Ma Erode, il potere politico, si sente minacciato e reagisce con violenza inaudita. L’insegnamento è chiaro: non esistono poteri buoni ma solo persone che pur tra errori e sconfitte, cercano di comprendere, accogliere, servire.

Le fonti di Giorgia

Nel discorso conclusivo della kermesse di “Atreju”, la presidente del Consiglio, gonfiando le vene del collo, ha urlato: «I centri in Albania fun-zio-ne-ran-no!». La sua fonte è un vecchio libro di Giovanni Guareschi, “Lo zibaldino”, che svela il metodo: gridare forte equivale a dire, a bassa voce, il contrario. Una divertente stramberia, ma meno stramba della speranza che i centri albanesi prima o poi funzioneranno.

Te la do io l’efficienza!

La sbandierata efficienza del Governo esiste solo sulla carta. Lo si vede dai cosiddetti decreti attuativi, necessari per rendere operativa gran parte delle leggi. Un monitoraggio di Open Polis mostra che, nei primi due anni di Governo Meloni, ne è stata emanata meno della metà di quelli necessari (397 su 800). E – quel che è peggio – ciò sta bloccando risorse per 12,8 miliardi di euro.

Amo lo Stato della Costituzione, non quello di Salvini

Mi contestano di avere, come sindaco di Riace, rilasciato delle carte di identità a migranti che non ne avrebbero avuto diritto e di avere detto di odiare questo Stato. È vero! Cerco di dare dignità di persone a donne e uomini che questo Stato rifiuta. E odio lo Stato di Salvini, del decreto Cutro, delle baraccopoli e della criminalizzazione delle Ong. Lo Stato che amo è solo quello della Costituzione.

Difendiamo l’Università pubblica!

È in atto, in Italia, il tentativo di controllare le Università e distruggerne l’autonomia, seguendo il modello ungherese. Le tappe del disegno sono chiare: affamare le università, aumentare il precariato, contrarre l’autonomia, limitare la libertà, indurre le università a fondersi tra loro e a trasformarsi in fondazioni controllate dal capitale privato e dal Governo. Occorre reagire finché siamo in tempo.