Schiavi e caporali
L’analisi di uno degli osservatori più acuti dello sfruttamento dei braccianti nelle campagne italiane. Scritta cinque anni fa ma straordinariamente attuale. A dimostrazione della diffusa e colpevole sottovalutazione del fenomeno.
la politica puntoacapo
L’analisi di uno degli osservatori più acuti dello sfruttamento dei braccianti nelle campagne italiane. Scritta cinque anni fa ma straordinariamente attuale. A dimostrazione della diffusa e colpevole sottovalutazione del fenomeno.
Riaccompagnare nel porto di Tripoli e consegnare alle autorità libiche 101 profughi raccolti in mare, ai quali non è stato consentito di presentare domanda di protezione internazionale, è un reato. Questa la denuncia di 34 giuristi, che ne hanno investito la Procura di Napoli.
La politica criminale è una cosa seria che va costruita sui fatti e non subordinata a (presunte) esigenze di consenso elettorale. Un fatto per tutti, risultante dal rapporto semestrale dell’associazione Antigone: in Italia negli ultimi anni non c’è traccia di un aumento della criminalità degli stranieri. Anzi…
Le domeniche gratuite ai musei erano una trovata pubblicitaria di scarsa utilità in una seria politica culturale. Ma abolirle senza compensarle con interventi di respiro non fermerà certo la deriva in atto. Soprattutto se si continua a pensare ai musei come macchine per far soldi.
Il dibattito sulla Nuova linea ferroviaria Torino-Lione apre squarci inquietanti sull’attendibilità e la competenza di molti giornalisti e politici. Tra essi un posto di primo piano spetta a Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, impegnato in una temeraria crociata pro TAV.
Il fascismo va di moda fra i giovani. L’antifascismo invecchia e la sua forza morale e politica si affievolisce. Per invertire la marcia occorre cambiare passo: i valori dell’antifascismo devono essere calati nelle grandi questioni attuali. Altrimenti non parlano più a nessuno.
Essere quello che non è l’altro. Chiudersi in quello che crediamo essere un “noi”, spesso più immaginato che reale. Questo fa nascere i confini.
Gli anniversari di questi giorni (presa della Bastiglia, uscita del “manifesto sulla razza”, attentato a Togliatti) obbligano a pensare. Uno dei pensieri è che nel nostro Paese non esiste più (o non ancora) una sinistra politica, ma anche la sinistra sociale è debole e frammentata.
Un gruppo di giovani rifugiati africani, recentemente arrivati in Sicilia, ha creato Giocherenda: un’associazione per insegnare agli europei come superare solitudine e individualismo, coltivando rapporti umani solidali e la resilienza collettiva.
Sono molti ormai (ultimo Christian Raimo, con “Ho 16 anni e sono fascista”) a interrogarsi su manifestazioni e parole d’ordine del neofascismo (talora consonanti con quelle leghiste, come lo slogan “Prima gli italiani”). Assai meno a interrogarsi sui modi di essere dell’antifascismo.