Livio Pepino, già magistrato e presidente di Magistratura democratica, è attualmente presidente di Volere la Luna e del Controsservatorio Valsusa. E', inoltre, portavoce del Coordinamento antifascista torinese. Da tempo studia e cerca di sperimentare, pratiche di democrazia dal basso e in difesa dell’ambiente e della società dai guasti delle grandi opere. Ha scritto, tra l’altro, "Forti con i deboli" (Rizzoli, 2012), "Non solo un treno. La democrazia alla prova della Val Susa" (con Marco Revelli, Edizioni Gruppo Abele, 2012), "Prove di paura. Barbari, marginali, ribelli" (Edizioni Gruppo Abele, 2015) e "Il potere e la ribelle. Creonte o Antigone? Un dialogo" (con Nello Rossi, Edizioni Gruppo Abele, 2019).

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Dopo Ramy: violenza, ordine pubblico, ipocrisia

In alcune manifestazioni di protesta per la morte di Ramy Elgaml ci sono stati scontri tra dimostranti e forze di polizia. Come, in casi analoghi, a Los Angeles, a Lione o a Londra. Ma la maggior parte della politica ha preferito ignorare le ragioni della protesta e invocare repressione per i manifestanti e impunità per la polizia. Ancora una volta, meglio raccattare qualche voto in più che affrontare i problemi…

Lo strappo del Daspo di Capodanno

L’ultima trovata del ministro dell’interno è stato il Daspo di Capodanno, cioè la direttiva impartita ai prefetti per la creazione di zone rosse in aree strategiche delle grandi città da cui disporre l’allontanamento coattivo dei soggetti aggressivi o molesti. La misura è, a prima vista, circoscritta ma non è così e anzi, se la si avalla, è forte il rischio della sua prossima estensione alle manifestazioni politiche e, in generale, all’area del dissenso.

Il 2024 e la fine del sogno europeo

Tra le molte cose negative che il 2024 ci lascia in eredità c’è la fine dell’Europa come l’avevamo immaginta, anzi la fine dello stesso sogno europeo. La crisi era evidente da tempo, ma il procedere della guerra l’ha fatta precipitare trasformando l’Europa da garante di pace in fonte di guerra e rendendola irriconoscibile. Si apre così una nuova stagione piena di incognite. Se una sinistra esiste, ad essa spetta guidarla e gestirla senza timore di aprire conflitti.

La buonuscita di Tavares non è un destino

La buonuscita multimilionaria di Tavares mette a nudo le incongruenze del sistema. Una tassazione adeguata attenuerebbe lo scandalo. Ma non è quella attuale. Anzi, tutti, a destra e a sinistra, parlano di ridurre le tasse. Per questo l’indignazione della politica di fronte a buonuscite e retribuzioni dei tanti Tavares è ipocrita, strumentale e non credibile. Quando capirà, la sinistra, che il suo ruolo è togliere ai ricchi per dare ai poveri?

Il carcere secondo Delmastro e Piantedosi

All’emergenza del carcere, che è sotto gli occhi di tutti, il Governo risponde con la previsione di nuovi reati e di pene più gravi e, dunque, con la sua ulteriore crescita. Consapevole che ciò determinerà una situazione di ingovernabilità, poi, introduce il delitto di “rivolta” in istituti penitenziari, comprensivo anche di condotte di resistenza passiva. È l’ennesima riprova della svolta repressiva in atto.

Che fare? La sfida di Volere la Luna

La destra cerca di uscire dalla crisi economica, sociale e politica con la guerra e con forme di governo autoritarie (o fasciste tout court). A fronte di ciò la sinistra è culturalmente, prima ancora che politicamente, subalterna e sconta pesanti deficit sul piano dei comportamenti e della coerenza. Questi i poli del confronto promosso da Volere la Luna nella assemblea nazionale del 24 novembre.

Manganelli e impunità

Due docenti universitarie, qualificandosi, si interpongono, per evitare scontri, tra gli studenti che manifestano e le forze di polizia che li fronteggiano. Il risultato è che vengono anch’esse manganellate. Ma per il pubblico ministero, investito del conseguente procedimento per lesioni, non ci sono reati. Evidentemente l’opzione per l’impunità della polizia “a prescindere” è non solo di parte della politica ma anche di molti magistrati.

Il fascismo in marcia e la debolezza degli anticorpi

Quello che va in scena in questi giorni, con le intimidazioni del Governo nei confronti della magistratura, non è un conflitto tra giudici e potere politico, ma una tappa del processo di fascistizzazione dello Stato. Una tappa che presenta singolari analogie con quanto accaduto negli anni Venti, anche nella debolezza della reazione dei vertici istituzionali contro la deriva eversiva.

Chi dissente è criminale. Il caso Tav in Val di Susa

È in atto, nel Paese, una deriva autoritaria che, da un lato, aggredisce l’assetto istituzionale e, dall’altro, tenta di fare terra bruciata intorno a chi si oppone e dissente. La deriva si è fatta più pesante con il Governo della destra ma le sue radici sono risalenti. La criminalizzazione del movimento no Tav in Val Susa ne è il prototipo. Sarebbe tempo di aprire gli occhi…

“Oggi i treni arrivano in orario”

Quest’estate le ferrovie si stanno superando. Ai consueti guasti e alle fermate di Frecce Rosse protratte per ore sotto il sole, si aggiungono i ritardi “programmati” per cantieri. C’è di peggio, si potrebbe dire. Sì, di peggio ci sono le rassicurazioni del ministro Salvini secondo cui tutto va bene e la puntualità è assicurata al 90 per cento. L’importante è continuare a dire – come nel ventennio – che “i treni arrivano in orario”.