Ezio Boero, nato a Torino nel 1954, si è laureato in Scienze politiche con una tesi su “Politica dei trasporti e sviluppo urbano: il caso torinese”, ha fatto attività politica, sindacale e ambientalista. Da ultimo ha pubblicato “Storia sociale e del lavoro degli Stati Uniti”, StreeLib, 2019 (aggiornato nel 2023).

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Stati Uniti. Parola d’ordine: privatizzare e licenziare

La parola d’ordine del presidente Trump è univoca: privatizzare e licenziare. Il mondo del lavoro – quello pubblico in particolare – sta assistendo a intimidazioni, inviti alle dimissioni, licenziamenti che abbattono definitivamente il già misero Stato sociale statunitense. A fronte di ciò cominciano, nel Paese, le iniziative di protesta e alcuni settori della magistratura dichiarano illegittimi dei provvedimenti presidenziali.

Trump e i nomi delle cose

La montagna più alta degli Stati Uniti assume il nome del presidente William McKinley (“il vincitore della guerra ispano-americana”), il Golfo del Messico viene ribattezzato Golfo d’America e gli uffici pubblici federali dovranno essere posizionati in edifici neoclassici. Sono alcuni dei modi con cui Trump cerca di disegnare una nuova cultura e un nuovo immaginario. È l’ambizione dei regimi.

Stati Uniti: il sindacato nell’era di Trump

Non è un mistero che Trump si farà paladino dei lavoratori non sindacalizzati e cercherà di demolire il ruolo del sindacato (già indebolito dalla chiusura delle grandi fabbriche e da una legislazione ostile). Ma la ripresa delle lotte sindacali di questi ultimi anni fa presagire che, nell’aspro conflitto che si determinerà, il sindacato possa rafforzare il proprio ruolo di solidarietà e il senso di appartenenza in vista di obiettivi collettivi.