Tutto si potrebbe far partire dal Sole che ride. Erano gli anni del referendum sul nucleare, vinto grazie (spiace dirlo ma è così) l’immane disastro di Chernobyl. Quel Sole che ride che faceva immaginare un futuro di energia pulita o rinnovabile grazie al semplice immagazzinamento dei raggi solari. Niente da dire sulla pulizia dei raggi solari, così come sul vento o sull’acqua fluente. Peccato che tali risorse debbano essere intercettate e che debbano essere realizzati dei manufatti per trasformarle in energia. E qui casca l’asino, perché per estrarre quei minerali che servono per costruire pannelli solari, o pale eoliche, o batterie per auto non inquinanti è conveniente, quando non necessario, far aprire miniere in un altrove che non sia l’Occidente, che poi di quelle energie pulite beneficerà.
La logica è sempre la stessa: l’Occidente che colonizza i paesi poveri, o comunque consenzienti, per poterne ricavare dei benefici. In fondo, aprire miniere in un altrove che sia Asia, Africa, Sud America ci consente di non danneggiare il nostro territorio (anche se le pale eoliche sui crinali appenninici o i pannelli solari a terra dove prima c’era il grano non sembrano propriamente un vantaggio) e beneficiare a poco prezzo di quella che spacciamo come energia rinnovabile: peccato che abbia la base in risorse che rinnovabili non sono. Esemplare al riguardo un saggio che io cito sempre “La guerra dei metalli rari” di Guillaume Pitron, in cui l’autore ci elenca, e non esaustivamente, i danni che la transizione energetica causa in giro per il mondo (https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/la-guerra-dei-metalli-rari-pitron-seconda-edizione-libro-luiss-university-press/).
Esempi? L’estrazione di terre rare in Cina (con i villaggi del cancro), oppure il cobalto in Congo (con lo sfruttamento di uomini e bimbi), oppure il litio in Cile (col prosciugamento delle falde acquifere). La logica del capitale è sempre la stessa: colonizzare per sfruttare e ricavare benefici. Ultima conferma in ordine di tempo, un recente reportage di Mediapart (riportato da Il Fatto Quotidiano) che denuncia i danni ambientali e umani prodotti dall’estrazione di nichel in Indonesia, nazione che detiene il primato di estrazione di questo metallo, utilizzato per la realizzazione di batterie per auto elettriche. Bene, l’apertura delle miniere ha comportato l’eradicazione di più di 5300 ettari di foresta, quindici fiumi contaminati da metalli pesanti e cianuro, senza contare le condizioni di lavoro e le morti per inquinamento.
Questa cecità, che ci fa tanto comodo, mi permette anche di allargare la visione, estendendola a un’altra fonte di approvvigionamento energetico, il Gas Naturale Liquefatto (GNL) spacciato come alternativa ecologica al petrolio. Giustamente dove si vogliono posizionare le navi gasiere la popolazione è fermamente contraria per l’impatto ambientale che esse arrecano. Così è accaduto a Vado Ligure e a Porto Empedocle. Ma non si sa, o meglio è tanto comodo non saperlo, che l’estrazione del GNL (che tra l’altro è diventato un grosso affare per gli USA a seguito della guerra in Ucraina) è fortemente inquinante e penalizza gli abitanti già poveri che vivono nei pressi degli stabilimenti di stoccaggio, come ben denunciato da un’inchiesta di Altreconomia nella baia texana di Corpus Christi (https://altreconomia.it/corpus-christi-viaggio-allinizio-della-sporca-filiera-del-gas-liquefatto/).
La conclusione è che quando si parla di approvvigionamento energetico occorrerebbe prendere coscienza di cosa ci sta a monte e non parlare per sentito dire o per linguaggio formulare, come gli abusati “transizione energetica” e “resilienza”.

Tutto vero, anche se non sta scritto da nessuna parte che le pale eoliche debbano essere installate sui crinali appenninici (vedi impianti offshore) e che il fotovolaico prenda il posto del grano (tetti di case e capannoni e altre zone già cementificate sarebbero più che sufficienti). L’Occidente che con l’atavica logica colonizzatrice ruba, inquinando, alle altre Nazioni le risorse necessarie per intercettare sole e vento è invece una questione molto seria. E’ questa logica mortifera (politica) il problema da affrontare, perché, dal testo, pare quasi che dobbiamo lasciar perdere la transizione energetica e continuare sulla stessa strada… altrettanto mortifera. Con il carbone, il petrolio e il gas è fuor di dubbio che non possiamo andare avanti per molto. Dobbiamo, volenti o nolenti, passare al sole e al vento, che sono realmente rinnovabili. Se a monte, come è vero, ci sono risorse non rinnovabili (ma comunque riciclabili) questo è un problema politico difficilmente risolvibile, ma risolvibile. Questo ragionamento invece non regge in alcun modo con i combustibili fossili. La parola d’ordine che deve in ogni caso accompagnare la transizione è SOBRIETA’. Consumare meno, altrimenti non ne veniamo a capo.
Fatemi capire. Estrazione terre rare in Cina e relativi villaggi del cancro. Quindi la logica del capitale che colonizza e sfrutta esiste anche nel regno incontrastato del comunismo? Non c’è proprio più religione…. A meno che naturalmente la Cina all’ insaputa di tutti non sia entrata a far parte dell’ odiato Occidente…
Ecco sig. Possi, questo articolo la potrebbe aiutare a capire…: Pino Arlacchi – Il falso mito della Cina capitalista e gli occhi strabici dell’Occidente. https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-pino_arlacchi__il_falso_mito_della_cina_capitalista_e_gli_occhi_strabici_delloccidente/39602_61153/
Caro Possi, se si spartisce il mondo con il machete e’ ovvio che si rimane confusi.
Quello di cui il mondo ha estremo bisogno e’ pianificare e regolare la propria economia.
Questo e’ un discorso che limitando il consumo di N modelli di Suv, di N modelli di cellulari ecc ecc per indirizzare le energie delle forze produttive verso quei lavori di cui il mondo ha estremo bisogno per metterlo in sicurezza, che potrebbero impiegare decine di milioni di giovani professionisti, trova assolutamente contrari chi con questo consumismo sfrenato si arricchisce.
Quindi la parola pianificazione è regolamentazione e’ per questa classe imprenditoriale come l’aglio per i vampiri, e quindi si ha bisogno di demonizzarla facendo credere che si e’ più liberi quanto più si e’ “liberi” di consumare, e questa la vera libertà che la propaganda ha instillato in malafede e tra i più semplici di spirito in buonafede.
Quindi chi propugna regolamentazione e pianificazione dell’economia mondiale …e’ un comunista…e con questo anatema si pensa di aver aggirato i rischi…
La realtà e’ un pochino diversa come la Cina sta dimostrando a sé stessa e agli altri.
Come successe in Europa con la ricostruzione del dopoguerra, con i miliardi del Piano Marshall per rimetterla in piedi e farla tornare un mercato nel quale le aziende dei finanziatori trovassero sbocco per le proprie industrie e per le proprie merci, riconvertendo in Europa negli anni 50′ disoccupati e contadini, così in Cina, su scala maggiore hanno trasformato i contadini in operai, una operazione il cui controllo non stava nel “libero mercato” (che poi di libero ha ben poco visto che quando diventa monopolio nella capofila Usa si ricorre al protezionismo, sovvenzioni all’agricoltura negli anni 90′ del secolo scorso, o con i dazi di oggi) ma nella politica del partito, nella lotta tra le sue correnti per il predominio di una linea politica.
All’interno delle direttrici che il partito decide di impostare si lascia mano libera agli imprenditori, anche di arricchirsi ma sempre dentro il solco che la politica decide sia necessario.
Come lei ben si sarà accorto qui il predominio invece ce l’ha il mercato che comanda sulla politica e la propaganda fa passare ciò come vera libertà.
Questo, è un articolo scritto per sentito dire.
Riportando un concentrato di inesattezze, come lo è anche il libro che Lei cita (l’ho letto)
A cominciare dalle terre rare.
Le attuali batterie LFP, non contengono ne cobalto e tantomeno nichel, come è stato riportato .
Semmai, questo ultimo minerale è stato usato per oltre un secolo per la costruzione dei motori endotermici.
Le terre rare sono 15 + 2 lantanidi e niente hanno a che vedere con tutto questo.
Le estrazioni minerarie, da sempre rappresentano un’attività invasiva.
Però sembra, che solo ora con l’avvento della transizione energetica, sia sorto il problema e che ve ne siate accorti.
Il litio, viene estratto principalmente da antichi laghi salati che sono evaporati nel remoto passato, lasciando sali che si sono stratificati arricchendosi di litio in alcuni punti.
Non ultimo, è riciclabile.
Analogo discorso riguarda le pale eoliche e i pannelli fotovoltaici.
Concludo con alcuni dati sulla cantonata di dove è’ posizionato in Italia il fotovoltaico (dove prima c’era il grano) : 1/3 del fv e’ collocato a terra, cioè 164 km quadrati, ovvero lo 0,054% del territorio nazionale
Lo 0,13% della superficie agricola (dati Ispra)
Conclusione, quando si parla di transizione energetica bisognerebbe essere più informati e non cadere nei falsi miti, altrimenti si contribuisce ad alimentare dubbi e fake sulle tecnologie di cui sopra.