Al G8 di Genova non avevo ancora tre anni…

Nel luglio 2001 non avevo ancora tre anni. Mesi dopo, andando all’asilo, ho chiesto alla mamma di attraversare il marciapiede per non passare davanti a un commissariato di polizia. Così Genova – conosciuta attraverso i racconti dei miei genitori – mi ha segnata, offrendomi, poi, lenti di comprensione del conflitto sociale e della sua repressione. Ma per chi non ha avuto racconti diretti i fatti di Genova sono, spesso, sconosciuti.

La crisi non è solo politica e l’alternativa deve essere radicale

La crisi che stiamo vivendo non è solo della sinistra. È la crisi di un’intera forma di civiltà politica. Per questo l’alternativa non può limitarsi a cambiare il governo delle cose, ma deve interrogarsi sull’ordine che le produce e sulla possibilità di trasformarlo e tornare a praticare l’inchiesta sociale, a ricostruire legami nei territori, a produrre luoghi di elaborazione e di confronto, a connettere esperienze oggi disperse e frammentate.

Virginia Evans, Tutte le mattine di Sybil (Rizzoli, 2026)

Sybil Van Antwerp vive in una bella casa sulle rive di un fiume, vicino a Washington, cura il suo giardino e scrive tantissime lettere. Lo ha, in verità, sempre fatto, da quando era piccola e attraverso queste lettere ci racconta chi è, chi è stata, i suoi dolori, i suoi errori, i suoi rimpianti, le sue gioie, i suoi amori, insomma, la sua vita. Un romanzo epistolare emozionante e appassionante.

Silenzio

Sola vergogna è il silenzio

Il coro degli opinionisti “di sistema” in sostegno all’appello al disimpegno lanciato da Francesco De Gregori rovescia l’intera tradizione novecentesca sull’engagement dell’intellettuale e sulla colpa del silenzio di fronte agli orrori di cui si è testimoni. È la perfetta applicazione del credo neoliberista che considera il principio di responsabilità come un intollerabile ostacolo alla libertà individuale. L’ignavia diventa una virtù.

L’alternativa alla remigrazione

Nei confronti del migranti non ci sono, nel nostro Paese, solo odio e rifiuto. Ci sono, circondate dal silenzio o considerate marginali, molte esperienze virtuose che rappresentano la vera alternativa alla “remigrazione”. Se esistesse una Sinistra dovrebbe avere il coraggio di condurre una battaglia a partire da qui, dalla comunicazione e dalla spiegazione che esiste un’altra storia fatta di accoglienza.

Acquaformosa: il borgo arbëresh in cui è passato il mondo

756 metri sul livello del mare, nel Parco del Pollino, 900 abitanti, borgo di origine albanese, Acquaformosa è, insieme ai comuni vicini, terra di accoglienza. “Dal 2010 – dice l’ex sindaco, Giovanni Manoccio – sono state accolte oltre 5000 persone provenienti da 4 continenti, 51 nazioni con prevalenza dell’Africa sub Sahariana, oltre 200 etnie e tantissime religioni. Nei nostri piccoli Paesi è passato il Mondo”.

Nucleare: un progetto insensato

Nel nostro Paese l’energia elettrica copre solo il 22 per cento dei consumi energetici, alimentati, per il resto, da combustibili: conseguentemente il nucleare può incidere solo su un quinto del fabbisogno. Esso, inoltre, costa tre-quattro volte più del solare. La risposta all’intermittenza di quest’ultimo, poi, sta, per caratteristiche strutturali, negli accumuli e nelle reti, non nei reattori. Puntare sul nucleare è, dunque, insensato.

La questione delle preferenze e la democrazia dei nominati

La questione del voto di preferenza tocca un tema fondamentale. Le civiltà non muoiono solo perché arrivano i barbari. Muoiono quando temono i capaci, li espellono, li costringono al ritiro; quando preferiscono chi obbedisce a chi pensa. Allora il barbaro non è più alle porte. È già in Parlamento, ben pettinato, disciplinato, riconoscente, pronto ad alzare la mano al momento giusto. È la democrazia dei nominati.

Il grido di Prevost: i morti in mare non sono frutto del caso

Leone XIV a Lampedusa è stato lapidario. Subito è iniziata la corsa a interpretare e minimizzare, ma il papa non poteva essere più preciso: “I morti in mare non sono frutto del caso, sono la conseguenza di decisioni prese e di decisioni mancate”. Sono dichiarazioni che collocano la Chiesa cattolica non solo contro i governi ma contro il capitalismo della globalizzazione. Nella speranza che ci sia la forza per continuare.