Come ci dimentichiamo dei curdi

Un tempo i curdi che a Kobane resistevano al Califfato erano i nostri eroi. Oggi ce li siamo dimenticati. Peggio. Svezia e Finlandia stanno consegnando al Governo di Ankara resistenti curdi fino a ieri considerati rifugiati e le armi italiane ed europee sono in prima fila nel colpire i territori e le città del Rojava. È in questo clima che è maturata la strage dei curdi al centro culturale di Parigi, che non può essere considerata solo il gesto xenofobo isolato di un estremista privo di collegamenti.

Kosovo: una nuova guerra nel cuore dell’Europa?

Sta per scatenarsi in Kosovo una nuova guerra nel cuore dell’Europa? La cosa è probabile ché, se il Governo kosovaro continuerà a non rispettare gli accordi di Bruxelles del 2013 e a provocare la popolazione serba, una reazione da parte di Belgrado sembra inevitabile. Ancora una volta ci sono, a monte del conflitto, rilevanti interessi geopolitici. E di nuovo l’Europa è chiamata a schierarsi.

L’omicidio di Pier Paolo Pasolini e un’indagine chiusa troppo in fretta

L’istruttoria per l’omicidio di Pier Paolo Pasolini fu gravemente lacunosa. La confessione dell’autore materiale (l’appena diciassettenne Giuseppe Pelosi) consentì di chiudere con insolita rapidità una vicenda scomoda per le caratteristiche della vittima e le modalità del delitto. Ma – come ricorda uno dei giudici di allora – almeno in primo grado il tribunale affermò che Pelosi non era solo.

Una tregua: almeno a Natale

L’annuncio del Natale può inceppare anche le macchine belliche più poderose. È accaduto nella storia, può accadere ancora. Un cessate il fuoco temporaneo può persuadere i contendenti a metter in atto ulteriori riduzioni delle ostilità, in modo da alleviare le inaudite sofferenze dei civili vittime incolpevoli di un conflitto fratricida. Questo chiede un appello di ex diplomatici e di varie personalità.

Meloni e l’errore della retorica identitaria

C’è, nel discorso di Meloni per la festa ebraica di Hanukkah, una retorica identitaria, non percepita dai più, il cui riferimento è una comunità apparentemente di eguali ma caratterizzata da gerarchie di riconoscimento e di diritti tra membri legittimi e illegittimi. Un’idea, diffusa non solo nella destra, che esclude pezzi di società (a cominciare dai migranti, considerati esterni pur se in essa vivono, lavorano e muoiono).

Mediterraneo. La “strage dei bambini” tra tribunali e politica

L’11 ottobre 2013 in un naufragio al largo di Lampedusa persero la vita 286 persone di cui 60 bambini. 9 anni dopo il Tribunale di Roma, pur in una sentenza di prescrizione, ha accertato la responsabilità dei funzionari delle sale operative marittime che ignorarono le richieste di aiuto dei migranti in pericolo. Ma i responsabili veri della strage sono le politiche di respingimento e chi le sostiene.

Turchia. Erdoğan alla ricerca del consenso perduto

Nella Turchia fiaccata dalla crisi economica, il Governo di Erdoğan propone di creare una “safe zone” in Siria per ricollocare i rifugiati, colonizzando territori abitati prevalentemente da curdi. Nel frattempo bombarda il nord della Siria, in ritorsione per l’attentato del 13 novembre a Istanbul, ed emana ulteriori leggi liberticide. È un disperato tentativo di recuperare consenso in vista delle prossime elezioni.

Azzardopoli, il paese del gioco d’azzardo

Il gioco d’azzardo cresce, nel nostro Paese, in modo esponenziale: nel 2022 gli italiani hanno speso per quella voce 40 miliardi di euro. E con il gioco cresce la ludopatia, classificata ormai come malattia. Ci sono significativi interventi di contrasto di Comuni e Regioni. Ma l’azione dello Stato è deficitaria. Forse perché il gioco porta alle casse dello Stato proventi ingenti: 5,5 miliardi nei primi sei mesi del 2022.

Europa: corruzione e deficit democratico

Di fronte al Qatargate la reazione più comune consiste nel condannare l’immoralità diffusa e invocare trasparenza, codici di condotta, istituzioni di controllo dell’operato delle lobbies presso le istituzioni europee. Ma tutto ciò rischia di rivelarsi gravemente insufficiente se non si mette in discussione un modello di potere in cui a dettare le regole sono soggetti estranei al circuito della rappresentanza democratica.

Il diritto d’asilo. Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati

L’edizione del 2022 del Report della Fondazione Migrantes sul diritto d’asilo è, come sempre, una miniera di dati e informazioni. Talora sorprendenti. Una per tutti: L’Italia non è affatto – come molti dicono – un paese in primo piano in termini di accoglienza e asilo. A fine 2021, prima dell’inizio della guerra in Ucraina, Roma ospitava 145mila rifugiati, Parigi mezzo milione e Berlino oltre 1,2 milioni…