Il pericolo del presidenzialismo, intervista a Gustavo Zagrebelsky

Il presidenzialismo è una forma di estremismo da usare con cautela. A differenza dei regimi parlamentari, che si fondano sull’interlocuzione e sul confronto, quelli presidenziali prevedono uno che vince e uno che perde, o si sta di qua o di là. E fino alla nuova elezione si resta servi dei vincitori. Per questo mi preoccupa la riforma proposta da Giorgia Meloni, che rischia di portarci in un regime alla Orbán.

Dignità

Salvare la dignità. Piergiorgio Bellocchio e il Diario del Novecento

Piergiorgio Bellocchio (1931-2022) è stato forse il più disincantato degli intellettuali italiani, di sinistra e non solo. In questa sorta di zibaldone o di “contro-giornale” (come lo definisce), colpisce il rigore morale sostenuto da un’acutissima sensibilità per il kitsch, la sgangheratezza delle mode culturali, lo snobismo da quattro soldi che ha contaminato la cultura della sinistra diventata classe media.

Cortina: ci manca solo l’aeroporto

«A Cortina serve un aeroporto!» parola della senatrice Santanchè, a suo dire “amica della montagna”. Non bastano il proliferare di seconde case e di alberghi, rifugi-alberghi, strade, impianti di risalita, piste da sci (con illuminazione notturna), bob olimpico e chi più ne ha più ne metta. Torna alla mente l’antica saggezza: «Dagli amici – almeno da certi amici – ci guardi Iddio…».

Davide Longo, La vita paga il sabato (Einaudi, 2022)

Un altro giallo di qualità: in un paesino di montagna dell’alto cuneese l’omicidio di un anziano produttore cinematografico e la scomparsa della moglie, una ex attrice icona dei suoi tempi, hanno risvolti inaspettati. La costruzione di una diga, gli intrecci politici degli anni ’70 in una Roma intrallazzata, le opere di un artista olandese dipinte nella chiesa locale: tutto s’intreccia in questo magnifico giallo dell’autore torinese.

Le navi ucraine e la fame nel mondo

Da settimane i nostri media denunciano una insostenibile carestia internazionale in caso di impossibilità per le navi ucraine di uscire dai porti. C’è certamente del vero ma i conti non tornano: le prime navi salpate da Odessa non portano grano ma mais per gli allevamenti di animali in Irlanda e nel Regno Unito e la fame nel mondo ha continuato a crescere ben prima della guerra in Ucraina…

Aumenta l’occupazione? Quella avvelenata

La strombazzata crescita occupazionale di giugno 2022 occulta una realtà assai meno brillante: le posizioni a tempo indeterminato aumentano in modo molto modesto, crescono le posizioni in somministrazione e i lavori intermittenti, diminuisce il numero medio di giornate retribuite, crescono i contratti di breve e brevissima durata. La linea di tendenza è chiara: cresce lo sfruttamento e diminuiscono i diritti.

La ribellione sociale per fare politica

Coalizioni, voto utile, contenimento delle destre… Formule vuote, nel momento in cui, in questi anni, “destra” e “sinistra” hanno spesso governato insieme e, comunque, hanno espresso linee economiche, sociali e politiche assai simili. Il 25 settembre ciascuno farà come crede. Ma per cercare di voltar pagina l’unico strumento che abbiamo a disposizione è la ribellione sociale.

Turchia. Un genocidio all’ombra della Nato

Mentre si schierano in armi in difesa dell’Ucraina, invasa dalla Russia, l’Occidente e l’Europa sono complici attivi del genocidio del popolo kurdo da parte del regime turco (realizzato anche attraverso l’occupazione di parti di Stati sovrani come l’Irak e la Siria). Ma la Turchia fa parte della Nato e la geopolitica interessa più dei diritti e delle libertà dei popoli.

La condotta di guerra delle forze ucraine e la popolazione civile

Nel contrastare l’invasione russa, le forze ucraine hanno collocato basi e usato armamenti in centri abitati, scuole e ospedali. Ciò viola il diritto internazionale umanitario perché trasforma obiettivi civili in obiettivi militari (come è in concreto avvenuto). È quanto ha accertato Amnesty International con una ricerca condotta tra aprile e luglio nelle regioni di Kharkiv, del Donbass e di Mykolaiv.

Siamo in piena Guerra Grande. Sfida a tre per il primato mondiale

Stati Uniti, Russia e Cina ripropongono a Taiwan e in Ucraina la tradizionale contrapposizione Est-Ovest. Siamo, per usare l’espressione del romano pontefice, nella terza guerra mondiale a pezzi. Con il rischio che diventi la nuova Grande Guerra tout court. Intanto, l’esplosione demografica dell’ex Terzo Mondo rischia di aprire nuovi fronti lungo la faglia Nord-Sud, mentre il resto del mondo siamo noi.