L’Etiopia brucia

Lontana dai riflettori, l’Etiopia brucia. Il conflitto tra il Governo centrale e quello del Tigray, nonostante il “cessate il fuoco” dichiarato dal primo ministro Abiy Ahmed, prosegue ed è ormai diventato guerra totale con implicazioni internazionali. Le ricadute sono una popolazione ridotta alla fame ed esposta ad azioni prossime alla pulizia etnica.

Teatro

Quanti teatri ci sono?

La parola “teatro” è un passepartout che nel corso dei secoli è servito per realtà diversissime tra loro. Ora i saggi di Ferdinando Taviani  raccolti in due volumi da Mirella Schino offrono un’occasione per una riflessione a tutto campo.

La Costituzione e i lavoratori della GKN

Licenziamenti e delocalizzazioni sono la cifra delle “novità” estive in materia di lavoro. Emblematico il caso della GKN di Campi Bisenzio, con 422 lavoratori licenziati e lo stabilimento chiuso nonostante macchinari nuovi e commesse. Ma proprio lì cresce la consapevolezza che quello del posto di lavoro è «un problema collettivo».

Afghanistan: leggere la storia

Il dramma dell’Afghanistan non è una sorpresa. Già 10 anni fa un report del Parlamento europeo denunciava il fallimento dell’intervento nella regione. Una regione in cui, prima dei talebani e delle occupazioni russa e americana, le donne erano il 40% dei medici di Kabul, il 70% degli insegnanti, il 60% dei docenti all’università di Kabul e il 50% degli studenti universitari.

Occidente: tramonto o crisi epocale?

Mai come in questi mesi si realizza la conclamata agonia del capitalismo, incapace di affrontare i problemi epocali che stanno emergendo. Ma questa agonia non porta necessariamente con sé il tramonto dell’Occidente, nella cui cultura millenaria occorre piuttosto scavare se vogliamo coltivare “il sogno di una cosa”.

Jordan Farmer, Un diluvio di veleno (Jimenez, 2021)

La voce narrante di questa ballata folk che ricorda i film americani malinconici e dolenti degli anni settanta è quella di Hollis Bragg, menestrello malato e deforme che scrive musica e osserva il deteriorarsi di un paese senza speranza – la provincia degli Stati Uniti. Un piccolo gioiello di pura poesia realistica, perché, come dicevano già i film degli anni settanta, malato e deforme era il sogno americano. Che ormai si è dissolto.

Contro l’idea di “un uomo solo al comando”

Cresce nel Paese la voglia di “un uomo solo al comando”: anche con la progressiva personalizzazione della politica e con modifiche di fatto delle modalità di governo. È una prospettiva antitetica al sistema costituzionale che, anche per il Governo, ha scelto un assetto collegiale in cui lo stesso presidente del Consiglio è solo un “primus inter pares”.

Afghanistan: oltre le parole

La drammatica situazione in Afghanistan impone all’Italia e all’Unione europea un dovere generalizzato di accogliere le persone in fuga dal paese, di garantire in ogni modo l’ingresso dei cittadini afghani anche in esenzione di visto e di fornire loro tutte le informazioni utili per poter accedere alla richiesta di protezione internazionale.