La crisi non è solo politica e l’alternativa deve essere radicale

La crisi che stiamo vivendo non è solo della sinistra. È la crisi di un’intera forma di civiltà politica. Per questo l’alternativa non può limitarsi a cambiare il governo delle cose, ma deve interrogarsi sull’ordine che le produce e sulla possibilità di trasformarlo e tornare a praticare l’inchiesta sociale, a ricostruire legami nei territori, a produrre luoghi di elaborazione e di confronto, a connettere esperienze oggi disperse e frammentate.

“Donna, vita, libertà”: senza le donne non c’è democrazia

Lo slogan curdo “Jin, Jiyan, Azadî” (“Donna, vita, libertà”) indica la centralità delle donne nella trasformazione democratica della società. Il “demos”, il popolo, non è davvero tale senza la presenza attiva delle donne. Per la loro intelligenza e sensibilità, e non solo per un dato quantitativo. Ma questo protagonismo non può trasformare la politica se non si manifesta prima nella società e nella famiglia.

Lezioni americane per la sinistra italiana

Trump, in realtà, ha ampliato di poco il suo seguito: benestanti, ceti intermedi, working class, conservatori. Invece i democratici, intenti a curare i ceti istruiti pagano cara la loro distrazione. L’opposizione al governo va condotta anche fuori dal Palazzo risvegliando il capitale simbolico della cultura solidale e socialista. Rinegoziando i rapporti tra capitalismo, politica, società.

“Piano Draghi”: non ci siamo

Il piano Draghi non fa bene all’Europa: favorisce l’ulteriore concentrazione del potere economico e politico, accresce le disuguaglianze e aggrava la distanza delle istituzioni dai bisogni di cittadini e cittadine, individua la difesa come volano dello sviluppo, relega l’UE in una posizione internazionale rigidamente predeterminata e non necessariamente conveniente. Questa l’analisi del Forum Disuguaglianze e Diversità.

La cura del futuro

L’economia capitalistica domina il pianeta, produce una massa imponente di beni effimeri e una enorme ricchezza finanziaria per élites e, contemporaneamente, consuma il futuro di tutte e tutti. Occorre cambiare nel profondo. Ed è il paradigma della cura – di sé, dell’altra, dell’altro, del vivente, del pianeta – quello su cui può essere riorganizzata una società capace di futuro e radicalmente alternativa a quella attuale.

Noi, i nostri comportamenti, la guerra

I nostri comportamenti dicono molto rispetto ai valori che ci guidano. Certi modi di agire, a cominciare da quelli che caratterizzano le interazioni sui social, sono sintonici con il clima di surriscaldamento bellico in cui siamo immersi. Forse la cura delle nostre relazioni, virtuali o meno, e la pratica della gentilezza potrebbero tornare utili anche per allontanare la guerra, oltre che per vivere meglio e in un mondo migliore.

Il grido della Lega (e non solo): liberalizziamo la caccia!

Sparare sette giorni su sette, sparare anche di notte, divieto di impugnativa al TAR dei calendari venatori sono solo alcune delle chicche contenute nella proposta di legge leghista di liberalizzazione della caccia. Con i tempi che corrono, probabilmente passerà. Non solo per conservare i voti della lobby dei cacciatori, ma perché la caccia sembra essere il paradigma di una società egoista e schiacciata sull’oggi.

La violenza maschile sulle donne non è una malattia

«Il maschio violento non è malato, è il figlio sano del patriarcato»: lo slogan coniato da “Non una di meno” esprime la consapevolezza del significato politico del sessismo e della necessità di contrastarlo su quel piano. Ma il progetto per la scuola del ministro Valditara sembra andare nella direzione opposta, riconducendo, impropriamente, la violenza contro le donne nell’ambito della patologia e del disagio psichico.

Don Lorenzo Milani, il prete che ha cambiato la società civile

In molti, a cent’anni dalla nascita, tentano di impadronirsi della figura di don Milani. Senza successo. Ché quel prete distante da ogni potere, deciso a schierarsi senza tentennamenti dalla parte dei poveri e dei diseredati di ogni angolo della terra e capace di far diventare Barbiana, una parrocchia di cento anime, il centro del mondo, è stato più laico dei laici e più cristiano della chiesa e delle sue gerarchie.