La protesta dell’Iran tra sanzioni e repressione: alla ricerca di un’opposizione organizzata

In Iran l’ondata delle proteste cresce per l’impopolarità della Repubblica islamica e per un’economia lacerata dalle sanzioni e dal tentativo del regime di rispondere con ricette liberiste che aumentano la povertà. La situazione è esplosiva ma manca, all’interno, un’opposizione organizzata e, nella diaspora, un riferimento credibile.

Contro il genocidio: a quando uno sciopero generale?

Mai abbiamo assistito in diretta al genocidio di un popolo compiuto da un nostro alleato. Di Gaza sappiamo tutto; persino ciò che accadrà domani. Ma non facciamo niente: né di concreto, come interrompere i rapporti con Israele o imporre sanzioni, né di simbolico, come riconoscere lo Stato di Palestina. Il sindacato si è mosso, ma troppo timidamente. Cosa deve ancora accadere perché si arrivi a uno sciopero generale?

Su Gaza basta ambiguità! Lettera alla presidente del Consiglio di 34 ex diplomatici

“L’orrore perpetrato a Gaza nei confronti di civili inermi, qualificabile come pulizia etnica, non ha nulla a che vedere con il diritto all’autodifesa. Non bastano le parole. Servono gesti politico-diplomatici concreti a cominciare dalla sospensione di ogni cooperazione militare con Israele e dal riconoscimento dello Stato di Palestina”.

La guerra in Ucraina e la crisi dell’ordine occidentale

La globalizzazione a guida USA è in crisi e all’orizzonte si staglia un ruolo egemone della Cina. Di questo processo la guerra in Ucraina è, insieme, un effetto e un acceleratore: un effetto perché a provocarla ha concorso il tentativo degli USA di allargare la propria influenza in Europa; un acceleratore perché le sanzioni avviate nel febbraio 2022 hanno spinto la Russia a lanciarsi definitivamente nel partenariato con la Cina.

Sanzioni alla Russia, il Vietnam dell’Unione europea

L’invasione russa dell’Ucraina ha avuto come risposta uno tsunami di retorica, una valanga di armi e denaro inviati a Kiev e le sanzioni contro la Russia. Sanzioni assai deboli, peraltro, ché l’Europa ha più bisogno del gas russo di quanto la Russia abbia bisogno della nostra valuta pregiata e il prezzo alle stelle del gas, determinato da meccanismi speculativi, fa sì che la Russia guadagni di più pur vendendo di meno.

Ucraina: una pace ragionevole e il futuro dell’Europa

L’invasione dell’Ucraina è a un punto di svolta. La strategia europea – sostenere la resistenza della popolazione ucraina con l’invio di armi in attesa che le sanzioni sortiscano effetti tangibili – è destinata al fallimento. Con conseguenze tragiche per la popolazione civile. L’unica via d’uscita è una pace ragionevole all’esito di un negoziato dallo sguardo lungo.

Il marcio del marketing etico

Alla Tavola Rotonda del business, 180 capitani d’impresa hanno firmato una carta “etica” per dire che non si preoccuperanno più solo di fare stratosferici profitti con qualsiasi mezzo: peccato che negli ultimi 18 anni le imprese firmatarie abbiano avuto multe di 197 miliardi di dollari per illeciti e violazioni di ogni genere.