La bufala del taglio dell’Irpef per i ceti medi

Il Governo mena gran vanto per la riduzione dell’aliquota dal 35% al 33% per il secondo scaglione dell’Irpef inserito nella manovra economica, dichiarando che essa va a beneficio del ceto medio. L’affermazione è smentita da tutti i calcoli matematici e dalle analisi delle istituzioni preposte che dimostrano come si tratta, in realtà, di un regalo di 2,7 miliardi ai redditi più elevati. Ma non importa, basta continuare a dire il contrario.

Viva il Belpaese in cui l’evasione fiscale cresce e si riducono le tasse ai ricchi!

A dirlo è il Ministero dell’Economia e delle Finanze: nel 2022 (anno di insediamento del Governo Meloni) l’evasione fiscale è aumentata di 19 miliardi rispetto all’anno precedente, passando da 82,4 a 101,5 miliardi. L’importo è simile a quello della finanzia in preparazione in questi giorni. L’allegra risposta del Governo è la quinta puntata della sanatoria fiscale e la riduzione delle imposte ai contribuenti più ricchi.

Ma dove vanno i milionari

Il primo ministro francese François Bayrou accusa l’Italia di “dumping fiscale”, cioè di offrire una tassazione eccessivamente favorevole per attrarre contribuenti stranieri. Il Governo italiano si scandalizza ma, in effetti, per gli stranieri ricchi che si trasferiscono in Italia è prevista una tassa forfettaria di 200 mila euro all’anno. La conseguenza è che siamo al terzo posto tra le mete dei ricchi che vogliono cambiare nazione di residenza.

Italia, paradiso fiscale per ricchi stranieri

«L’Italia attrae ricchi stranieri grazie al suo regime fiscale estremamente vantaggioso. Due banchieri svizzeri hanno recentemente approfittato di questo sistema, che consente loro di dedurre milioni di euro di tasse». Non è una fake news. Dal 2017, infatti, l’Italia offre un sistema fiscale vantaggioso, con pagamento di un’imposta forfettaria, per i ricchi stranieri che stabiliscono da noi la propria residenza fiscale.

La classe capitalista va in paradiso (fiscale)

Nei paesi occidentali, le aliquote massime di prelievo sui redditi più elevati sono precipitate: siamo oggi intorno al 40% e ancor meno per i redditi da capitale. Si può invertire questa tendenza alla distruzione dei sistemi di progressività fiscale? Un tentativo lo stanno facendo Spagna e Brasile nella conferenza delle Nazioni Unite di Siviglia. Ma per cambiare registro occorre abbandonare la regola dell’unanimità.

L’Occidente e una pretesa superiorità che non esiste

Scrittori, politici, giornalisti si affannano a celebrare una pretesa superiorità culturale ed etica dell’Occidente. Non si accorgono che quella superiorità se mai esiste, non è quella di Socrate ma quella di chi a Socrate ha dato la morte. In realtà l’Occidente si pensa come mondo ma non è il mondo. E se il futuro dell’Occidente è la supremazia dei ricchi senza regole né leggi, non è affatto detto che questo sia il futuro del mondo.

Umanità dispersa: quando la morte non è una livella

Sono disperse nell’Oceano Atlantico cinque persone ricche che erano a bordo di un sommergibile. Sono disperse nel mar Mediterraneo 500 persone povere che erano a bordo di un peschereccio. Dieci navi e diversi robot sottomarini stanno cercando i cinque turisti in fondo all’oceano. Per i 500 poveri si attende che eventualmente il mare restituisca i corpi. Non è vero che la morte è una livella.

Migranti: la guerra dei ricchi contro i poveri

“La guerra invisibile”, ultimo libro reportage di Maurizio Pagliassotti sulle migrazioni è un pugno nello stomaco. Con una conclusione che non lascia dubbi: «L’Italia e l’Europa, mi appaiono in questo settembre 2022 lanciate verso un futuro fatto sempre più di rancore mal represso, perché la guerra alla povertà è stata soppiantata dalla guerra ai poveri». È questa la guerra mondiale: quella dei ricchi contro i poveri.