Ma dove vanno i milionari

Il primo ministro francese François Bayrou accusa l’Italia di “dumping fiscale”, cioè di offrire una tassazione eccessivamente favorevole per attrarre contribuenti stranieri. Il Governo italiano si scandalizza ma, in effetti, per gli stranieri ricchi che si trasferiscono in Italia è prevista una tassa forfettaria di 200 mila euro all’anno. La conseguenza è che siamo al terzo posto tra le mete dei ricchi che vogliono cambiare nazione di residenza.

La residenza è un diritto

L’articolo 5 del decreto Renzi-Lupi del 2014 impedisce a chi occupa abusivamente un immobile di chiedere la residenza e l’allacciamento a pubblici servizi e di partecipare alle procedure di assegnazione di alloggi di edilizia pubblica. Così viene escluso il riconoscimento di diritti fondamentali, come quello alla salute, a fasce consistenti di cittadini in condizioni di disagio. Dopo 10 anni è tempo che la norma venga abrogata.

“Prima i piemontesi”: casa e propaganda politica

Il Consiglio regionale piemontese vara una legge per l’assegnazione delle case popolari. In essa – si dice – saranno privilegiati i residenti in Piemonte da 15, 20 o 25 anni. Poco importa se la Corte costituzionale ha ripetutamente escluso che la residenza prolungata possa aver un peso decisivo al riguardo. Le elezioni sono vicine e quel che conta è sfruttare l’occasione per fare propaganda politica sulla pelle dei più deboli.

Quando a discriminare sono le istituzioni

Le discriminazioni nei confronti della popolazione immigrata sono anche delle istituzioni. Accade così che spesso per le persone straniere essere povere non è sufficiente per accedere ai diritti sociali, che per accedere all’edilizia pubblica numerose Regioni chiedono ai migranti una residenza pluriennale nel territorio (non richiesta ai nativi) e che diversi istituti bancari e postali rifiutano l’apertura di conti correnti a clientela straniera.

Occupazione di immobili e residenza: c’è, a Roma, qualcosa di nuovo

In forza di una legge del 2014 chi occupa abusivamente un immobile non può avere la residenza ed è escluso dalla fruizione di diritti civili e sociali fondamentali. A ciò pone (parziale) rimedio una delibera del Comune di Roma che, utilizzando uno spiraglio della legge, riconosce il diritto alla residenza agli occupanti “minorenni o meritevoli di tutela”, tra cui anziani, fragili, sfrattati e richiedenti asilo.