Su Gaza basta ambiguità! Lettera alla presidente del Consiglio di 34 ex diplomatici

“L’orrore perpetrato a Gaza nei confronti di civili inermi, qualificabile come pulizia etnica, non ha nulla a che vedere con il diritto all’autodifesa. Non bastano le parole. Servono gesti politico-diplomatici concreti a cominciare dalla sospensione di ogni cooperazione militare con Israele e dal riconoscimento dello Stato di Palestina”.

Gaza, laboratorio del nostro futuro

Gaza non è una situazione residuale, la coda estenuata di un passato che non passa. Non è nemmeno soltanto l’indice più evidente di un mondo impazzito. Gaza è il laboratorio del nostro probabile e prossimo futuro: di un futuro fatto di deportazioni autorizzate e di sorveglianza, controllo, spionaggio, con l’intelligenza artificiale usata dal potere politico e militare per gli scopi più nefasti.

Israele ha distrutto Gaza ma sta perdendo la guerra

Può sembrare paradossale affermarlo, ma Israele, nonostante i successi militari e l’uccisione di circa 45 mila palestinesi, politicamente sta perdendo la guerra. Emergono, infatti, agli occhi del mondo il suo progetto di polizia etnica e la politica coloniale del suo alleato americano. Quel che occorre ora è la capacità dei movimenti e del mondo del pacifismo di costituire un’alleanza a sostegno della resistenza palestinese.

La Palestina fuori fuoco

Il popolo palestinese viene sradicato dalla sua terra, saccheggiato del suo nome, spogliato della sua storia e cultura e sottoposto a uno sterminio. Il tutto con la complicità di “intellettuali” il cui compito principale sta nel fornire autorità e autorevolezza alla menzogna in cambio di forti profitti. Anche per questo è un segnale importante l’iniziativa di Anpi di sostenere l’ospedale di Emergency a Gaza.

Complici di uno Stato fuorilegge

Israele, con l’appoggio dell’Occidente, viola ogni convenzione internazionale. È uno Stato fuorilegge. Il suo obiettivo è l’annessione della Cisgiordania dove, dal 7 ottobre, ci sono stati oltre 650 morti e 10mila arresti tra i palestinesi, mentre i coloni si sono impadroniti di 24 km² di territorio. Altro che “due popoli e due Stati”! La realtà è una capillare pulizia etnica, l’allontanamento dei palestinesi, una politica coloniale.

L’Etiopia brucia

Lontana dai riflettori, l’Etiopia brucia. Il conflitto tra il Governo centrale e quello del Tigray, nonostante il “cessate il fuoco” dichiarato dal primo ministro Abiy Ahmed, prosegue ed è ormai diventato guerra totale con implicazioni internazionali. Le ricadute sono una popolazione ridotta alla fame ed esposta ad azioni prossime alla pulizia etnica.

Memorandum per il presidente Mattarella

Dedichiamo queste pagine tratte dal libro di un grande storico, Angelo Del Boca, Italiani brava gente, al presidente Mattarella, che nel giorno del ricordo, nell’escludere ogni nesso tra l’orrore delle foibe e i “torti del fascismo” ha insinuato l’accusa di “negazionismo” e “riduzionismo” verso gli storici che quel nesso invece hanno indagato.