L’unico futuro possibile

Cosa ci aspetta dopo l’epidemia? Aumenteranno i disoccupati, i poveri, le differenze e, insieme, saranno messe in campo ingenti risorse finanziarie. Bisogna produrre, tra le due situazioni, un corto circuito virtuoso investendo in scuola, formazione, università e ricerca, salute, ambiente e territorio, infrastrutture materiali e digitali. 

Cambierà tutto? Uhm

Penso che non cambierà nulla. Più poveri, molti parecchio più poveri, continueremo a consumare per produrre: è la legge cui ci hanno sottomesso. E tuttavia qualcosa comunque si potrebbe tentare: per esempio tagliare le spese militari, ripopolare terre incolte e borghi abbandonati, praticare la solidarietà attiva e pensare diverso.

Che Pasqua celebriamo?

Cosa significa celebrare la Pasqua, soprattutto per noi chiese d’Occidente? «Esci, popolo mio, da Babilonia!», gridava il profeta dell’Apocalisse alle prime comunità cristiane dell’Asia Minore. Anche noi se vogliamo salvarci, dobbiamo uscire dal sistema di sfruttamento in cui siamo intrappolati. Questa è la nostra Pasqua.

Cronache inattuali di fine anno

Il 24 dicembre 2019 nel sito di Forbes Italia è stata pubblicata la classifica dei 10 miliardari che hanno guadagnato di più negli ultimi 10 anni: «Complessivamente i dieci hanno aggiunto alle loro fortune 555 miliardi di dollari». È solo uno dei dati del calendario delle disuguaglianza di questa fine d’anno.

Diritti sociali e potere democratico

La destrutturazione dei diritti sociali e del lavoro, come si è verificata in questi anni nel nostro Paese, ha comportato, oltre a un impoverimento diffuso, un indebolimento della democrazia e una perdita di sovranità popolare. Da questa consapevolezza occorre muovere se si vuole avviare un nuovo corso della politica.

Mai più neoliberismo, mai più queste politiche

«Soldi ai ricchi affinché qualcosa sgoccioli anche per i poveri». Questo ciarpame liberista ha forgiato, negli ultimi trent’anni, la struttura economica e sociale nel nostro Paese. Per invertire la tendenza una politica di sinistra deve ripartire da parole semplici, “mai più neoliberismo, mai più queste politiche”, ed essere coerente.

Libano: un cambiamento è possibile?

Il Libano è davvero alla vigilia di un cambiamento epocale? Un fatto è assodato: i libanesi stanno dicendo basta a una classe politica corrotta, obsoleta e preoccupata soltanto del proprio tornaconto. E lo stanno dicendo compatti, ribellandosi e distruggendo simboli di partiti e di leader politici fino a ieri intoccabili.