Torino. Parlare di Gaza in Università

Parlare di Gaza in Università è difficile, eppure necessario. A sovrapporsi sono anzitutto le categorie: ebrei, sionisti, israeliani; arabi, palestinesi, musulmani. E poi: territori occupati o contesi? Domande difficili, salvo, che per il diritto, in cui i provvedimenti delle Corti non lasciano dubbi sul genocidio in atto. Con esse il Dipartimento di Giurisprudenza di Torino ha scelto di misurarsi in un articolato seminario.

La tragedia e la speranza della Storia

In Palestina le vittime diventano carnefici e si ridisegna la Storia che ci siamo sforzati di cancellare. Ciò accade anche perché la memoria della tragedia è spesso rituale e non si trasforma in pentimento. Eppure c’è una speranza, seppur piccola e in prospettiva: se, dopo tanto odio, è intervenuta, tra tedeschi ed ebrei una solida amicizia, lo stesso può accadere, in un futuro da costruire, anche tra israeliani e palestinesi.

Gaza: La soluzione finale

L’occupazione di Gaza City e il progetto di ulteriore espansione degli insediamenti in Cisgiordania aprono la strada alla “soluzione finale”: lo sterminio del popolo palestinese e l’accaparramento della terra “che va dal fiume al mare”, in attuazione di un supposto mandato biblico. Solo una crescita della mobilitazione contro la tradizionale impunità di Israele può impedire che quel folle disegno si realizzi.

Il genocidio di Gaza e la complicità dell’Occidente

A Gaza, dopo una breve tregua, è ripreso l’annientamento scientifico e sistematico del popolo palestinese – uomini, donne, bambini – accompagnato dai bombardamenti di ospedali e dall’uccisione a freddo di medici e sanitari. Il Governo israeliano sta finendo di dilapidare il credito accumulato con la Shoah, ma la responsabilità del genocidio ricade anche sugli Stati Uniti e l’Occidente che lo hanno avvallato e lo avallano.

Se Israele tradisce la memoria di Auschwitz

In questa guerra si è dispiegato qualcosa che va oltre la persona di Netanyahu: l’abbrutimento dei soldati e l’indifferenza della società israeliana di fronte ai loro crimini quotidiani. Per la maggior parte degli ebrei israeliani la vita umana palestinese vale assai poco. Ma in questa disumanizzazione dell’altro c’è un orrendo tradimento, da parte di Israele, della memoria di Auschwitz.

Complici di uno Stato fuorilegge

Israele, con l’appoggio dell’Occidente, viola ogni convenzione internazionale. È uno Stato fuorilegge. Il suo obiettivo è l’annessione della Cisgiordania dove, dal 7 ottobre, ci sono stati oltre 650 morti e 10mila arresti tra i palestinesi, mentre i coloni si sono impadroniti di 24 km² di territorio. Altro che “due popoli e due Stati”! La realtà è una capillare pulizia etnica, l’allontanamento dei palestinesi, una politica coloniale.