Askatasuna il giorno dopo

Il giorno dopo l’irruzione della polizia nella sede di Askatasuna, con interruzione del percorso di trasformazione concordato con il Comune di Torino, i problemi sono più acuti di prima. La città è militarizzata, la polizia ha alzato il livello dello scontro, il rischio di “disordini” è permanente. Ed è facile prevedere che, se il Comune non riprenderà l’iniziativa, la città vivrà mesi di tensione e di conflitto senza soluzione.

Contro il riarmo dell’Europa. Il tempo è ora!

Come un sol uomo, l’establishment occidentale – non solo governi e partiti, ma anche media, Università e antichi protagonisti della contestazione sessantottina – invoca la militarizzazione dell’Europa in vista della guerra. Spetta a noi, uomini, donne e movimenti, potare contraddizioni e disgregazione in quel furore bellico in nome della volontà di pace che percorre i popoli. Il tempo è ora!

La guerra: l’elefante nella stanza della Cop30

Tutti sanno che guerra e lotta per il clima sono incompatibili. Le guerre succhiano risorse, sono un fattore di rilancio dei fossili, impiegano tecnologie utilizzabili anche contro l’ambiente e la natura, producono milioni di migranti, militarizzano la società e la cultura, promuovono sudditanza e subordinazione, tutti elementi antitetici alla salvaguardia dell’ambiente. Eppure a Belém, nella Cop30, nessuno ne parla.

Stati Uniti: dallo Stato di diritto al potere assoluto

L’inedito dispiegamento della forza militare nelle città americane liberal, messo in atto da Trump a partire dal mese di giugno non è una semplice operazione demagogica per acquisire consenso popolare in vista delle prossime elezioni di mid-term. È, piuttosto, un clamoroso sconfinamento nelle prerogative del Congresso e dei singoli Stati e un passo decisivo verso l’assunzione di un potere assoluto che mina lo Stato di diritto.

Per un manifesto contro la città autoritaria

L’autoritarismo è sempre più connotazione esplicita e implicita dei governi delle aree urbane a livello globale. Ciò avviene sulla base di alcuni elementi comuni: l’egemonia delle rendite immobiliari, la privatizzazione e militarizzazione dello spazio pubblico, la segregazione socioeconomica ed etnica, il deficit di partecipazione/coinvolgimento dei cittadini, l’uso della sostenibilità come strumento di esclusione.

“Arming Europe” – L’Europa si arma

La denuncia è di un rapporto di Greenpeace. Nell’ultimo decennio, la spesa per le armi nei Paesi Nato dell’Unione europea è cresciuta 14 volte più del loro Pil complessivo. In Italia la spesa per i nuovi sistemi d’arma è passata da 2,5 miliardi di euro a 5,9 miliardi. Un passo verso la militarizzazione che rischia di destabilizzare ulteriormente l’ordine internazionale e anche di rallentare la crescita dell’economia.

Scuole e caserme: evitare confusioni

350 studenti si apprestano a “formarsi” nella base militare di Sigonella, il principale hub dell’Aviazione Usa, base logistica in appoggio alla sesta Flotta americana nel Mediterraneo. È l’ennesima stortura dell’alternanza scuola-lavoro. Contro simili assurdità e per proteggere la scuola dalla logica del mercato e delle armi è nato l’“Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole” presentato oggi alla Camera.

L’escalation delle parole

Ogni guerra, negli ultimi decenni, ha comportato la militarizzazione e la polarizzazione del dibattito pubblico: o con me o contro di me, o con la democrazia o con il dittatore di turno, o con l’Occidente o con i fondamentalisti. Ma mai come in questi mesi di guerra in Ucraina l’arruolamento delle opinioni conformi e la scomunica di quelle difformi ha travalicato il limite della decenza.