Pratiche che aiutano a passare la nottata

Accogliere dei migranti nel porto di Livorno. Siamo felici: di una felicità, forse, strampalata. Ma vale la pena sentirsi umani fra gli umani. Può aiutare a passare la nottata. E hanno senso le pratiche più che i discorsi o le tessere. Locande, circoli, tende, invece che sezioni di partito. Non ci sarà un soggetto politico da votare domani, forse, ma quel tessuto di relazioni può costruire almeno una forma di resistenza nella polis.

Il ministro Crosetto e il dirottamento inventato

Il 9 giugno un tweet del ministro Crosetto ha elogiato i militari intervenuti poco prima sulla nave Galata Seaways al largo di Napoli “sventando un dirottamento”. «Bravi!», l’icastica conclusione del ministro. Peccato che, come accertato dalla Procura di Napoli, non ci sia stato nessun dirottamento e i “dirottatori” fossero dei migranti che cercavano di uscire dalla stiva! Restano le imbarazzanti foto dell’intervento…

Umanità dispersa: quando la morte non è una livella

Sono disperse nell’Oceano Atlantico cinque persone ricche che erano a bordo di un sommergibile. Sono disperse nel mar Mediterraneo 500 persone povere che erano a bordo di un peschereccio. Dieci navi e diversi robot sottomarini stanno cercando i cinque turisti in fondo all’oceano. Per i 500 poveri si attende che eventualmente il mare restituisca i corpi. Non è vero che la morte è una livella.

Migranti. Respingere significa uccidere

Dobbiamo ripeterlo: le singole morti, i singoli naufragi non sono altro che i tasselli attraverso cui si attua una politica concordata tra i Governi dell’Occidente. Per noi, per i nostri Governi i migranti sono, nel migliore dei casi, cioè se muoiono nel viaggio, dei vuoti a perdere; nel peggiore, cioè se malgrado tutto arrivano, dei sovversivi che accampano un diritto da noi quotidianamente calpestato: il diritto a vivere.

I migranti e il cinismo dell’Italia e dell’Europa

I Governi europei hanno raggiunto l’accordo su immigrazione e asilo: ogni Paese potrà respingere direttamente i “migranti di provenienza da Paesi terzi con bassa probabilità di ottenere l’asilo” verso Paesi insindacabilmente definiti sicuri. È un colpo mortale al diritto di asilo e una vittoria dei sovranismi e delle destre xenofobe (che pure, in un cinico gioco delle parti, si dicono insoddisfatti).

L’ultima frontiera

Dei migranti che arrivano in Italia una parte consistente è in transito. Dalla sola Val di Susa, tra il luglio 2022 e il marzo 2023, ne sono transitati circa 9.000 diretti verso la Francia. I più sono arrivati dalla Tunisia e approdati a Lampedusa. Ma quando arrivano nel nostro Paese, spesso in condizioni di salute precarie, comincia un altro viaggio non meno difficile, come documenta un Report di Medici per i diritti umani.

La doppia morte dei naufraghi di Cutro

Dopo la tragedia di Cutro era lecito attendersi che il Governo intervenisse sui canali di ingresso di lavoratori stranieri e sulle procedure per un accesso sicuro ai richiedenti asilo. Nulla di tutto questo. Al contrario, Governo e Parlamento hanno limitato la protezione speciale per chi rischia, nel proprio Paese, violazioni del diritto al rispetto della vita privata e familiare. Così i morti di Cutro sono morti una seconda volta.

Migranti: se 5000 vi sembran tanti…

Facciamo due conti. Con 5 mila arrivi la settimana per 30 settimane l’anno l’Italia ha a che fare con 150 mila persone. Il nuovo decreto sull’immigrazione per lavoro prevederebbe 70 mila permessi. Palazzo Chigi chiede ricollocazioni in Europa, ma la nostra quota di immigrati è solo del 10,6% della popolazione. Dovremmo imparare dalla Germania che sta cambiando le regole sugli immigrati.

Anche la Finlandia va a destra

Come in Svezia a settembre, la destra vince le elezioni in Finlandia. Alla premier socialdemocratica Sanna Marin non è bastato attuare una riforma in senso egualitario dei servizi sociali e sanitari e rassicurare l’elettorato moderato abbracciando posizioni ultra-atlantiste e militariste. Il ceto medio, spaventato dalla crisi economica, ha, ancora una volta, creduto agli slogan del taglio delle tasse e dello stop ai migranti.

La nave Louise Michel bloccata a Lampedusa: tra attualità e storia

La nave Louise Michel, impegnata nel soccorso dei migranti, è stata sottoposta a fermo a Lampedusa: per interrompere i salvataggi e, insieme, per impedire il diffondersi di un’idea di solidarietà. Fors’anche, pur ignorandolo, per esorcizzare il valore simbolico del riferimento a una donna impegnata, nella seconda metà dell’’800, nella Comune di Parigi, contro le prevaricazioni del potere e per la giustizia sociale.