Verso un Libano distrutto e smembrato

Il Libano, abbandonato dai suoi alleati storici (Arabia Saudita e Siria), in situazione di default finanziario e con un Governo debole e incapace di controllare il territorio è di nuovo sotto le bombe di Israele, per ragioni geopolitiche e per interessi personali di Netanyahu. Il rischio è che il sud del paese venga devastato come Gaza e che questa porzione di territorio sia, di fatto, annessa dallo Stato di Israele.

Siria, frontiere innaturali e insanguinate

La configurazione del Medio Oriente fatta dalle potenze coloniali nel ’900 ha creato le divisioni alla base dei conflitti odierni. Dopo anni di repressione e guerre, la Siria rischia di essere smembrata dalle forze che se ne contendono i territori. Per ora l’unico fatto certo è che aerei israeliani bombardano impunemente la Siria e le loro truppe occupano altre terre aldilà del Golan per non restituirle mai più, in spregio alle Nazioni Unite.

Hezbollah, il Libano e i palestinesi

Il precipitare della situazione in Libano ha ragioni precise. Con i cosiddetti “accordi di Abramo” la causa palestinese è diventata marginale per i paesi arabi e ciò ha prodotto l’assunzione, da parte di Hezbollah, del ruolo di paladino dei palestinesi. Si è così interrotta la sua evoluzione verso politiche compromissorie. Il 7 ottobre e l’occupazione di Gaza, poi, hanno dato una spinta decisiva per una radicalizzazione.

Gaza e Libano: rovesciare il paradigma

Che cosa deve ancora succedere perché chi può fermi il massacro in atto a Gaza e in Libano e metta fine all’impunità del Governo israeliano, che ormai agisce in aperto spregio al diritto e alle risoluzioni dell’Onu? Nulla, ma quasi tutti i governi occidentali, in primis gli Stati Uniti, si limitano a blande condanne verbali e, intanto, armano Israele. Solo un’alternativa radicale alla violenza potrà porre fine a questa immane tragedia.

Una mostra sulla violenza atmosferica nei cieli del Libano

Un’installazione dell’artista giordano Lawrence Abu Hamdan alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino documenta il rumore costantemente presente nei cieli del Libano per voli di aerei militari israeliani. È un’occasione di arte contemporanea e al contempo di giornalismo civile partecipato, che rende evidente il concetto di “violenza atmosferica” in cui l’utilizzo del rumore diviene strumento di oppressione.

Libano. Dopo l’esplosione del 4 agosto

La terribile esplosione che, il 4 agosto, ha distrutto Beirut si inserisce in una crisi gravissima del Libano, caratterizzata dalla presenza del sistema settario in tutti gli ambiti della vita politica, sociale ed economica del paese e dal prevalere degli interessi privati su quelli collettivi. Ciò renderà ancor più difficile la ricostruzione.

Accade in Libano

“Thawra”, la Rivoluzione oggi in corso, inaugura una nuova storia in Libano. E’ la prima volta in cui le profonde partizioni religiose si sono unite mettendo da parte, almeno per il momento, le divisioni storiche. E alla guida delle grandi manifestazioni pacifiche, le donne.

Libano: un cambiamento è possibile?

Il Libano è davvero alla vigilia di un cambiamento epocale? Un fatto è assodato: i libanesi stanno dicendo basta a una classe politica corrotta, obsoleta e preoccupata soltanto del proprio tornaconto. E lo stanno dicendo compatti, ribellandosi e distruggendo simboli di partiti e di leader politici fino a ieri intoccabili.