Quel che ci insegna il 1° maggio

Per riaffermare le ragioni del lavoro, ovunque calpestate, c’è una sola strada: l’unità dei lavoratori e il conflitto sociale. È una strada dura e troppi vi hanno rinunciato, almeno in Italia. Non nel mondo: in India, in Brasile, in Cile e nella stessa Francia milioni di lavoratori sono scesi in sciopero. Questo ci ricorda il 1° maggio.

1° maggio a Torino: 1976-2019

Da oltre 40 anni a Torino il corteo del 1° maggio è un momento di mobilitazione e di lotta ma anche di festa, di allegria, di satira, grazie all’animazione teatrale di strada, alle maschere e ai pupazzi di artisti come Piero Gilardi e Pietro Perotti. In quest’anno di forzato silenzio e di assenza ci sono, a ricordarlo, un libro e un filmato.

L’epidemia che ferma il mondo

Come sarà il dopo coronavirus? In un ricco e analitico ebook economisti, sociologi, politologi, ambientalisti, giornalisti e attivisti sociali ragionano su quel che sta accadendo e che accadrà, fornendo numeri, analizzando fatti, risalendo alle cause dell’emergenza e proponendo idee e scenari per il futuro.

Virus – La classe operaia all’inferno

Vorrà pur dire qualcosa se mentre tutti sono costretti a “restare a casa”, gli unici a dover “uscire” sono i lavoratori. Quelli che l’ideologia dominante aveva considerato un residuo del passato e che l’epidemia pone invece al centro della società. Come una cartina al tornasole il virus rivela il necessario rovesciamento di tutte le gerarchie sociali.