Clima e ambiente: lo sconfortante bilancio del 2025

In chiusura del 2025 molti organismi di studio e controllo forniscono dati e notizie sullo stato di salute del pianeta. Il quadro complessivo è sconfortante: la quantità di gas alteranti prodotta nel mondo non è mai stata così alta, l’aumento delle temperature ha superato la soglia critica, l’utilizzo del petrolio e del carbone non accenna a diminuire. Ma alcuni nodi di queste politiche dissennate cominciano a venire al pettine.

La questione del lavoro in India, a partire dai margini

Le condizioni di lavoro in India sono drammatiche: per tutti e per le donne in particolare. Crescono i contratti a breve termine, si diffondono turni di lavoro di 12 ore (non pienamente retribuiti), la sicurezza è sacrificata alla produttività, ogni tentativo di sindacalizzazione è contrastato. È il trionfo del neoliberismo autoritario contro cui sono intervenute, nel luglio scorso, imponenti manifestazioni di lavoratori e lavoratrici.

Cina e India, fratelli rivali

I rapporti fra Cina e India, conflittuali da tempo, hanno visto recentemente un parziale riavvicinamento. Ciò significa, in prospettiva, che la prima economia mondiale e quella che si avvia ad essere la terza avranno un ruolo sempre più importante in un mondo multipolare. In questo quadro l’Europa potrebbe avere una grande occasione di sviluppo. Dovrebbe, peraltro, aprire un dialogo con i due paesi; e appare vano sperarlo.

India: un voto che ha ridimensionato Modi

Dalle elezioni indiane giunge un barlume di speranza. La coalizione capeggiata da Modi, in cui il BJP era portatore del messaggio “prima gli indù”, risulta ridimensionata a vantaggio dell’alleanza delle opposizioni, unite nella difesa della laicità. Ora la sinistra ha la responsabilità di promuovere pratiche che scongiurino le sirene del “neoliberismo dal volto umano”, sostenuto in passato dal Partito del Congresso.

India. Una presidente di origine tribale non basta a fermare la repressione

In India l’elezione di una presidente di origine tribale, Droupadi Murmu, non ferma la repressione delle minoranze e dei movimenti indocili e refrattari al “progresso” neoliberista di Narendra Modi. L’elezione farà sicuramente gli interessi del partito dei fondamentalisti indù, ma è lecito chiedersi quali vantaggi porterà alla sopravvivenza delle lingue e della cultura tradizionale degli adivasi.

La crisi delle democrazie e il futuro del pianeta

Mentre la guerra insanguina l’Europa, la crisi della democrazia statunitense si interseca con l’ombra lunga di un golpe annunciato in Brasile in caso di vittoria di Lula e con la fine del compromesso costituzionale su cui si fonda lo stato indiano. Un quadro meno fosco può venire solo dall’avvento di un sistema internazionale multipolare in cui i sistemi democratici competano pacificamente con il colosso cinese.

India: l’onda lunga della guerra in Ucraina

L’onda lunga della guerra in Ucraina si abbatte anche sull’India e sui paesi del Sud del mondo. Gli aumenti dei prezzi dei cibi, infatti, aggravano la drammatica situazione di insicurezza alimentare già pesantemente segnata dalla pandemia. Intanto, si intravedono, nei mercati dei futures collegati a materie prime alimentari, attività speculative foriere di ulteriori aumenti dei prezzi.

India: i più grandi scioperi al mondo

In India i lavoratori dell’industria e i contadini sono in agitazione da mesi in difesa delle condizioni di lavoro e contro le politiche liberiste del Governo Modi. Allo sciopero generale dei contadini del 26 novembre hanno partecipato in 250 milioni. Le lotte per il lavoro sono imponenti e diventano sempre più anche lotte per la democrazia.