Successioni e rendite non possono restare intoccabili

La disuguaglianza non è un destino naturale, ma il risultato di scelte politiche. E, tra queste, le scelte fiscali sono decisive. Continuare a proteggere fiscalmente le grandi eredità e le rendite finanziarie significa accettare una società sempre più chiusa. Riformare l’imposta di successione e superare la flat tax sui redditi finanziari più elevati non è una misura punitiva, ma una condizione minima di sostenibilità democratica.

La scuola al servizio dell’impresa

Nella scuola della Costituzione il sapere ha un valore in sé e la finalità di formare persone critiche, liberamente pensanti. In senso opposto si muove il disegno di legge governativo relativo all’istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale che disegna un sistema scolastico diretto a formare soggetti adatti al mercato del lavoro, flessibili rispetto alle sue esigenze e ai suoi cambiamenti.

La famiglia secondo Meloni: un mix di perbenismo e autoritarismo

Che cos’è la famiglia a cui Meloni si appella? Una costruzione spuntata da un mondo che non c’è più. Una cosa che non esiste se non è istituzionalizzata, un contratto che dà diritto a dei benefits (un tanto a figlio, come una raccolta punti). Ma non è, come sembra, una concezione anacronistica. È una costruzione che descrive una società che non c’è per nascondere la società che c’è.

Draghi è il garante della società che non vogliamo

Contrastare l’attuale modello di società passa per l’opposizione al Governo Draghi, che vuole “ammodernare il sistema” ma lasciarne inalterati gli equilibri. Ciò che occorre è, invece, un fisco ridistributivo, un piano di assunzioni pubbliche, la riduzione della precarietà lavorativa, il rilancio del pubblico in settori strategici, una sanità pubblica e gratuita, un vero reddito di base. Un programma, non un’utopia.

Draghi e “la virtù dell’impresa”

Davanti alla Confindustria plaudente, Draghi esalta “la virtù dell’impresa”, ignora le cause della povertà e della disuguaglianza, tace su licenziamenti e multinazionali e riscrive la storia del Paese rimuovendo le lotte operaie e contadine. La scelta di campo è esplicita. Non è una sorpresa ma, intanto, fuori dall’Eur, il conflitto sociale riprende.

Tre proposte per il lavoro

Chi lavora è molto di più che una semplice risorsa. Se affidiamo il lavoro, la cura e la salute delle persone esclusivamente al mercato aumentiamo le disuguaglianza e la vulnerabilità Occorre, invece, coinvolgere chi lavora nelle decisioni d’impresa, garantire a tutti un impiego, operare per evitare il collasso ambientale.