C’è lavoro e lavoro

In Italia si producono armi per Paesi impegnati in conflitti sanguinosi e interminabili. Contro questa pratica i portuali di Genova sono scesi in sciopero bloccando il carico di materiali bellici destinati all’Arabia Saudita. Oggi spiegano le loro ragioni con una lettera ai lavoratori dell’azienda produttrice di quei materiali.

Se infuriano i venti di guerra

Un anno fa la fuoriuscita unilaterale degli Stati Uniti dall’accordo del 2015 sul nucleare iraniano ha aperto il rischio di una nuova “guerra del golfo”. Oggi l’Iran, strangolato dalle sanzioni e impossibilitato a vendere il suo petrolio, agita come ultima carta la minaccia nucleare. Si apre una porta con vista sull’apocalisse.

Il cielo sopra Belgrado

Nel 1999 i bombardamenti sulla Jugoslavia hanno riportato la guerra, dopo oltre 50 anni, in Europa. Alla guerra ha partecipato il nostro Paese. Sono passati vent’anni e nessuno ha tratto un bilancio di quei giorni. Eppure con quella guerra sono state violate la legalità internazionale e la Costituzione italiana.

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Introduzione

Anche quest’anno, il 2 giugno, la nostra Repubblica si autocelebra con una sfilata militare e, dunque, con un tripudio di armi, divise e bandiere. Benché nel suo atto di nascita ci sia scritto che «l’Italia ripudia la guerra». Noi che “vogliamo la luna” – qui e ora – cominciamo altrimenti.

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2018, dove sono i pacifisti?

Dove sono i pacifisti? La domanda è questa, è inutile girarci intorno. Del resto, abbiamo avuto il movimento pacifista più grande del mondo. I pacifisti esistono, anche se meno al centro della scena. Ci sono esperti, associazioni e settori dedicati, volontari, reti unitarie, campagne. Ma tutto ciò non produce un campo di forze all’altezza della situazione…

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L’età della destabilizzazione

Come è cominciata l’età della destabilizzazione? Per capire cosa accade in Medio Oriente con l’escalation diplomatica tra Stati Uniti e Iran e i raid israeliani in Siria, bisogna iniziare dalle origini. Ed esaminando gli ultimi 40 anni, tra terrorismo e destabilizzazione, torna alla mente un proverbio dei nostri vecchi: «Chi semina grandine raccoglie tempesta».