Tra la pandemia e la guerra: i rischi dell’economia italiana

È difficile, in presenza di una guerra, azzardare previsioni su cosa succederà all’economia. Ma, in ogni caso, di fronte a un’Europa che cresce mentre l’Italia non ne è capace, è prevedibile che l’idea di aiutare l’Italia diventi sempre più impopolare nei paesi europei economicamente forti e che le politiche di austerità diventino sempre più popolari. Con conseguenze che sarebbero drammatiche.

Benedetto chi dice no

Benedetto chi dice no

I corpi straziati di Bucha non sono un’eccezione atroce, sono il volto e il corpo della guerra, Questa è il mostro, e quella è la ferocia. Sempre. In ogni conflitto e anche nella guerra scatenata da Vladimir Putin contro l’Ucraina. Una guerra che nessuno ha saputo (o voluto) prevenire e impedire. La gran parte dell’umanità non vuole questo orrore e se ne sente innocente, ma in realtà tutti ne siamo colpevoli.

“Un quasi festival”. Tre giorni di incontro di pensieri critici

Dopo la pandemia, la guerra. E, senza interruzione, la crescita delle disuguaglianze e della crisi climatica. Ma l’establishment continua sulla propria strada e accusa chi esprime dubbi di essere antiscientifico, disfattista e via seguitando. In questo contesto, parlare fuori da coro e coltivare la memoria e il pensiero critico è già un atto politico. Anche a questo serve un “quasi festival”.

La guerra piace a chi non la conosce

Gli ucraini combattono per i valori dell’Occidente, diciamo. Per noi. Noi: gli ipocriti. Noi che alimentiamo la guerra, invece di costruire la pace. Noi che ci diamo da fare perché la guerra si prolunghi. Mandiamo armi convenzionali, ci prepariamo a quelle chimiche, rompiamo il tabù nucleare. Eppure, come diceva Erasmo, solo chi non l’ha provata sul proprio corpo può desiderare che la guerra duri ancora.

L’umanità a un bivio: intervista a Emiliano Brancaccio

In una lunga intervista a Volere la Luna a margine del suo ultimo libro (“Democrazia sotto assedio. La politica economica del nuovo capitalismo oligarchico”), Emiliano Brancaccio parla della guerra, della emergenza climatica e dello scenario catastrofico che può scaturire dalla crisi capitalistica, individuando come alternativa, necessaria e possibile, una pianificazione democratica.

guerre parallele

Guerre parallele

Unione Europea e Stati Uniti combattono in Ucraina due guerre parallele e diverse: l’Europa per l’indipendenza ucraina, gli USA per spazzar via Putin. Un progetto ambizioso di cui l’Ucraina, è amaro dirlo, non è che lo scenario geografico e a cui fornisce il materiale umano. Ne sono conferma le ultime mosse di Biden che sembra disposto ad alzare il livello dello scontro.

«Noi madri dei soldati russi»: una denuncia e un appello

«Le madri dei soldati di San Pietroburgo condannano l’aggressione militare che le truppe russe stanno perpetrando in Ucraina di fronte ai nostri occhi. Questa è una guerra e come ogni guerra è distruzione, sangue, violenza, vittime innocenti e crollo del futuro. Nessun uomo sano di mente può sostenere la guerra. Molte persone lo pensano ma hanno paura di parlare».

L’Ucraina e il futuro dell’Europa

La guerra che insanguina l’Ucraina rivela la conflittualità connivente tra la Russia e gli Stati Uniti, potenze imperiali ancor più pericolose perché in declino. Ad esserne vittima, con l’Ucraina e i suoi abitanti, è l’Europa, che si vorrebbe ricondotta sotto il tallone della NATO, dipendente da risorse energetiche fornite dagli Stati Uniti, riarmata nel quadro dell’Alleanza atlantica senza un strategia propria.