L’erede di San Francesco

Tra i molti lasciti di Francesco (i gesti, il linguaggio, la concretezza, l’impegno quotidiano per la pace, il senso dell’accoglienza, la pratica della povertà etc.) c’è il ribaltamento della concezione ispirata al dominio dell’uomo sul resto del mondo. A questa idea il papa venuto da lontano ha contrapposto quella della cura del creato che ha trovato un manifesto di rara profondità nell’enciclica “Laudato si’”.

Finanza climatica addio

Una delle operazioni necessarie per contenere il riscaldamento globale è il trasferimento di risorse finanziarie dai paesi industrializzati, che ne sono in gran parte responsabili, ai paesi poveri, privi di mezzi per fare la loro parte nella transizione energetica. La Cop 29 di Baku avrebbe dovuto definirne entità e modalità ma si è conclusa con un fallimento, anche per il peso che hanno avuto i lobbisti del fossile.

Sinistra, è ora. Prima mossa: visione e valori

L’obiettivo della sinistra non può essere solo quello di “opporsi” a governi e pratiche che uniscono neoliberismo e autoritarismo. Bisogna far toccare con mano l’alternativa che da anni anche gran parte di chi si definisce “di centro-sinistra” ha negato. E costruire attorno a essa un blocco sociale. Cominciando a individuare, comunicare e convergere sulla visione e sui valori di un modo migliore e più giusto di vivere.

5 novembre, Roma: Non per noi ma per tutte e tutti!

C’è, nel Paese, un problema strutturale di povertà, disuguaglianza e sfacelo ambientale. I cambi di Governo non incidono su questa situazione. La politica si parla addosso e non risponde ai bisogni reali delle persone. Non c’è alternativa: bisogna costruire una imponente mobilitazione dal basso. Per questo scendono in campo centinaia di movimenti e realtà territoriali: a Roma, il 5 novembre.

L’inganno della green economy

Ormai lo dicono anche le più importanti ricerche internazionali. La cosiddetta “green economy”, fondata sulla scommessa di conciliare gli interessi del capitalismo e della Terra è un grande inganno. Per evitare il crescente, drammatico deficit ecologico c’è solo una strada: consumare meno e ridimensionare molti settori produttivi.