La lobby del gioco d’azzardo di nuovo in campo

La lobby delle scommesse sta provando a reintrodurre nelle manifestazioni sportive una massiccia pubblicità del gioco d’azzardo, vietata nel “decreto dignità”. Alle spalle ha una formidabile coalizione, “dimentica” dei danni che ciò provocherebbe alle persone più fragili. Eppure, nel calcio all’avanguardia in Europa, quello inglese, è vietata la sponsorizzazione di aziende di scommesse come brand trainanti delle squadre.

Giocate, giocate! L’azzardo del Governo

Il gioco d’azzardo non conosce crisi: soprattutto quello online, che ne costituisce il 60 per cento. E sempre più spesso assume carattere patologico con gravi danni individuali e sociali. Ciononostante esso continua a godere di privilegi diffusi e di particolari attenzioni. Anche nel recente provvedimento governativo di riordino del settore dei giochi a distanza che abolisce, tra l’altro, il divieto assoluto di pubblicità.

Azzardopoli, il paese del gioco d’azzardo

Il gioco d’azzardo cresce, nel nostro Paese, in modo esponenziale: nel 2022 gli italiani hanno speso per quella voce 40 miliardi di euro. E con il gioco cresce la ludopatia, classificata ormai come malattia. Ci sono significativi interventi di contrasto di Comuni e Regioni. Ma l’azione dello Stato è deficitaria. Forse perché il gioco porta alle casse dello Stato proventi ingenti: 5,5 miliardi nei primi sei mesi del 2022.