20 anni di BDS: intervista a Omar Barghouti

A 20 anni dalla costituzione del BDS (Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni), Omar Barghouti, che ne è stato co-fondatore, ne descrive ragioni e obiettivi. Con il genocidio in corso Israele sta completando l’opera di distruzione del diritto internazionale, ma ugualmente responsabili sono gli Stati Uniti e l’Occidente. Questa consapevolezza sta crescendo ovunque, soprattutto tra i giovani.

L’Occidente e l’apartheid: Trump e non solo

Trump vieta agli studenti stranieri l’iscrizione ad Harvard e, contemporaneamente, accusa il presidente del Sudafrica di praticare l’apartheid nei confronti dei bianchi. È la punta dell’iceberg di un comportamento assai diffuso in Occidente: praticare politiche di segregazione e di controllo di interi gruppi etnici e sociali e, nello stesso tempo, presentarsi come vittime. È la politica del neo-capitalismo.

L’occupazione dei territori palestinesi è illegale

La Corte internazionale di giustizia è arrivata a una conclusione che non poteva essere più forte e chiara: l’occupazione e l’annessione da parte di Israele dei territori palestinesi sono illegali e le leggi e prassi discriminatorie israeliane contro i palestinesi violano il divieto di segregazione razziale e di apartheid. Israele non si adeguerà, come sempre negli ultimi decenni. Ma cosa fa la comunità degli Stati?

Boicottare le Università israeliane?

Le Università israeliane sono da sempre impegnate – con una partecipazione diretta, con un’attività di ricerca e con un sostegno culturale e giuridico – nella mobilitazione bellica del Paese contro i palestinesi. Per questo molti, in Occidente, chiedono un aperto boicottaggio nei loro confronti. Ma c’è chi teme che così si isolerebbe ulteriormente la piccola parte della comunità accademica che cerca di opporsi.

Le parole della guerra

Da sempre, dai tempi di Tucidide, la guerra si combatte anche con la propaganda e ha bisogno di “cambiare il significato consueto delle parole” per rendere accettabile ciò che non lo è. È il caso, oggi, di parole come autodifesa, lotta al terrorismo e antisemitismo, usate in modo improprio per legittimare condotte indifendibili, o come occupazione, apartheid, boicottaggio, che si vorrebbero cancellate dal vocabolario.

Centinaia di intellettuali ebrei americani: «La critica a Israele non è antisemitismo»

Come scrittori, artisti e attivisti ebrei vogliamo contestare la narrazione secondo cui qualsiasi critica a Israele è intrinsecamente antisemita. Non è così, anzi le critiche al Governo israeliano e alle sue politiche sono doverose. Noi condanniamo tutti gli attacchi contro civili, israeliani o palestinesi che siano, ma siamo inorriditi dall’uso della lotta all’antisemitismo come pretesto per crimini di guerra.

L’orrore dell’antisemitismo e la strumentalizzazione della Shoà

L’antisemitismo è la pseudo ideologia più criminale, più feroce e più esiziale della storia dell’umanità. Con esso non ha niente a che vedere la critica e la denuncia della politica dei governi di Israele, la contestazione delle loro leggi liberticide, della colonizzazione delle terre, della distruzione delle case, dell’apartheid. Sovrapporre i piani, strumentalizzando la Shoà, è osceno, ignobile, vergognoso.

Palestina. Comprendere il passato per guardare al futuro

Senza i conti con la storia non ci sarà pace a Gaza e in Cisgiordania. In Israele prevalgono il “partito del controllo” (sull’intero territorio dal Giordano al mare) e quello, ancor più radicale, “dell’apartheid”. C’è però anche, seppur minoritario, un “partito dell’uguaglianza”, che, con diverse prospettive, propone una soluzione di pari dignità e diritti per israeliani e palestinesi. Da lì occorre partire. È l’unica possibilità.