Polizzi: generosa non solo nel nome

Polizzi, 900 metri di altitudine nel cuore delle Madonie. Un anno fa il sindaco Gandolfo Librizzi era stato netto: «Voglio che Polizzi diventi la casa di chi non ha casa». E un anno dopo è arrivata la prima famiglia migrante, un nucleo afghano composto dai genitori e da tre bambini. Altre ne arriveranno. Intanto la comunità locale ha riempito la chiesa in un commosso benvenuto collettivo alla famiglia afghana.

La Liguria scherza con l’acqua

C’è da non crederci. Una legge a dir poco folle della Regione Liguria, dove già il 23,2% dell’urbanizzato è in aree a elevata pericolosità idraulica, consente di continuare a edificare in tali aree. Non sono bastate, da ultimo, tre alluvioni e 41 morti per far capire che lì non bisogna aggiungere neppure un metro cubo ma semmai liberare dal cemento e ridare agio ai fiumi.

Dalla croce alle crociere

Invece di conversione e salvezza, il Giubileo porterà a Fiumicino un nuovo terminal per le navi dei ricchi. Accanto all’iconico vecchio faro si vedranno navi lunghe 360 metri e alte oltre 70: grattacieli di 25 piani che nessun piano paesaggistico consentirebbe. E, va da sé, addio balneabilità delle acque di Isola Sacra, che tra titanici lavori di sbancamento dei fondali e continuo dragaggio non saranno più accessibili ai corpi umani.

Torino. Il taglio di un’alberata contro ogni logica

Il Comune di Torino si appresta al taglio dell’alberata di corso Belgio per sostituirla con alberelli alloctoni, senza consultare la cittadinanza e senza giustificare il taglio, semplicemente affermando che gli attuali aceri versano in “condizioni di criticità”. Il quartiere si oppone esigendo, almeno, una spiegazione più specifica. A mobilitarsi sono comitati spontanei e piccole associazioni. Le grandi non sono neppure più tali.

Ferrara. Di chi è la città? Spazio pubblico e concerti

Non è bastato, a Ferrara, il concerto di Bruce Springsteen in un parco ricco di biodiversità. In estate sono previsti 25 concerti nel centro storico. Non è solo un insulto alla bellezza della città, trasformata in una discoteca da spiaggia con annessa terrazza vip; c’è anche un pericolo per la salute dei cittadini. Ma il sindaco preferisce coltivare il “culto del fare” e accontentare i potenti operatori privati.

Un nuovo piano regolatore per Torino: e il verde?

Torino è nota per le sue alberate e per la collina, polmone verde esteso e importante ma non in grado, da solo, di dare una risposta efficace alla domanda di natura. Così la città è scivolata all’ultimo posto nella classifica del verde nei capoluoghi di Regione. Ora è alla vigilia di un nuovo piano regolatore che dovrebbe restituirle un’anima ma, sul verde, ci sono molti segnali poco incoraggianti.

Torino: il parco della Pellerina è a rischio!

Nonostante modifiche costituzionali tese ad assicurare maggior tutela all’ambiente, gli amministratori pubblici non hanno modificato le loro cattive abitudini. Almeno quelli torinesi che, dovendo scegliere dove costruire un nuovo ospedale, hanno scartano aree industriali dismesse e da bonificare (a cura dei proprietari) e optato per un’area pubblica a rischio di alluvione adiacente al più grande parco cittadino.

Ragionando sull’ennesima batosta elettorale: Catania, ad esempio

Anche su Catania si è abbattuta, per la sinistra, la batosta elettorale: per ragioni specifiche oltre a quelle generali. La specificità sta nella metodica costruzione, negli anni, di una amministrazione inefficiente e clientelare che, trasformando i diritti in favori, ha indotto i cittadini a perseguire il proprio particolare vantaggio disinteressandosi del bene comune.