Ora l’emergenza, e poi?

Ora, mentre si apre la fase 2 dopo il covid-19, è tempo di programmi che vadano oltre l’emergenza. Ma quali le sedi per discutere le molte ipotesi possibili al riguardo? Non c’è soluzione diversa dalla ricostruzione di partiti capaci di essere luoghi di confronto ed elaborazione. È difficile, ma non c’è alternativa.

Il tramonto del neoliberismo?

In poco più di un trentennio il regime neoliberista ha sbaragliato il campo da ogni opposizione, individuando negli individui atomizzati la premessa per ogni libertà e felicità presente e futura. Ma quel sogno di futuro si è presto trasformato in incubo e il benessere privato promesso si è tradotto in infelicità pubblica.

Distanziamento e diffidenza verso l’altro

Negli ultimi decenni la spinta solidaristica che aveva caratterizzato il secondo dopoguerra del secolo scorso ha lasciato il posto a un individualismo esasperato all’insegna di una rincorsa spasmodica del benessere. Oggi il distanziamento imposto dalla pandemia rischia di alimentare ulteriormente la diffidenza verso l’altro.

Il sistema vacilla

Al tempo del Coronavirus la crisi economica e sociale (oltre che sanitaria) non colpisce un solo paese, che può essere abbandonato al destino speculativo dei mercati-cravattari, ma tutti i paesi europei. È il modello che vacilla. Oggi si adottano misure temporanee e urgenti ma presto bisognerà scegliere tra rottura e continuità.

Noi e la zona rossa

La Zona rossa non è solo l’Italia. È ciò che il pianeta ha posto a propria tutela, tentando di mettere l’uomo in quarantena. Sperando che non sia troppo tardi e che questa drammatica vicenda ci offra, una volta usciti dalla quarantena, l’opportunità di cambiare finalmente rotta e stili di vita, di lavoro e di consumo.