L’eccezione Calabria

Il messaggio simbolico che il Governo ha inviato alla Calabria con la nomina del commissario alla sanità è disperante. C’è un problema, molto serio, di riorganizzazione di un servizio sanitario devastato. E si risponde con l’invio di un funzionario di polizia. Briganti e prefetti, come ai tempi dell’unità d’Italia. Guardie e ladri, come al cinema.

Il regionalismo non ha tutte le colpe

In questi giorni difficili i governanti, invece di cooperare lealmente nell’interesse nazionale, si accapigliano alla ricerca di un margine di consenso a discapito degli altri. I “governatori” regionali sono in prima fila. Ma la soluzione non sta nella eliminazione delle Regioni (o magari del Parlamento) bensì nel ripensamento della politica.

Accade quel che non doveva accadere

Non doveva accadere che il Paese si trovasse, nella seconda ondata della pandemia, nell’attuale situazione di totale impreparazione. Ora è tardi. Ma, se si vuole restituire credibilità alla democrazia agli occhi dei vecchi e nuovi poveri, bisogna agire con radicalità per spostare l’asse della ricchezza, colpire i privilegi e garantire i diritti.