25 aprile

Non è un 25 aprile come gli altri

Il 25 aprile è la festa dei liberatori, di chi per scelta combattè il fascismo, e dei liberati, di chi non ne poteva più della dittatura e accolse non gioia il Gran giorno. Non è la festa di chi combattè dalla parte dell’oppressione, e dei nostagici attuali di quel regime. Il 25 aprile non è la “festa di tutti”. In particolare oggi, è giorno di lotta e di resistenza.

Una scuola antifascista: il vostro dovere, il nostro impegno

Nelle nostre scuole e nelle nostre università le violenze fasciste si moltiplicano. Ma voi, presidente del Consiglio e ministri, preferite rimuoverle sistematicamente e non parlarne. È un problema che non volete e non sapete affrontare. Noi, per parte nostra, continueremo a mobilitarci contro la barbarie di ieri e di oggi. Ma – sappiatelo – sarebbe un vostro dovere.

La Costituzione nata dalla Resistenza è antifascista

Per la seconda carica dello Stato «l’antifascismo non è nella Costituzione» con quel che ne segue sul ruolo e sul senso, per il nostro sistema, della Resistenza e del 25 aprile. Si tratta di un’affermazione totalmente priva di fondamento. Come ci ha insegnato Bobbio, tra la Costituzione e la Resistenza (culmine dell’antifascismo) esiste non solo una continuità storica ma anche una indissolubile connessione ideale.

Un altro regionalismo è possibile

Non è l’autonomia regionale in sé ad essere eversiva, ma quella che si prospetta: un’autonomia appropriativa e separatista che integra una sorta di secessione dei ricchi. Ad essa va contrapposta una devoluzione di competenze che consenta, traendo ispirazione dai principi costituzionali, una redistribuzione delle risorse idonea a rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’eguaglianza delle persone nei territori svantaggiati.

Geopolitica e lotta di classe

La guerra in Ucraina è la spia di contraddizioni profonde all’interno della borghesia capitalistica transnazionale. La stagione della globalizzazione volge al termine e lascia spazio ai nazionalismi e a uno scontro aperto tra diversi raggruppamenti di economie e di Paesi capitalistici. Ma quel che sembra emergere è anche, nei singoli Paesi, un conflitto, che può essere decisivo, di quella borghesia con altre classi sociali

Le mani della politica sui bambini: come “ai bei tempi”

Dopo gli scolari che, mano sul cuore e fazzoletto verde al collo, hanno accolto con l’inno di Mameli, a Latina, il ministro Valditara, è toccato ai bambini di una scuola elementare inneggiare alla presidente del Consiglio assisa su un F35 in piazza del Popolo a Roma, scandendone il nome in un tripudio di bandierine tricolori. Passi per i bambini, ma cosa ci facevano i loro educatori (se così si possono chiamare)?

È tornata l’estrema destra

Batti e ribatti lo schieramento reazionario, egemonizzato dagli eredi del fascismo, è tornato al potere. E appare abbastanza solido. Ma qualsiasi azione di dominio dipende dalle resistenze che incontra, nelle istituzioni e nel paese. Quel che capita in Francia, in Gran Bretagna, in Germania mostra che l’opposizione possono farla anche i cittadini. Che un giorno o l’altro non capiti pure nel Bel paese?

Le baruffe chiozzotte della politica

Nel nostro Paese il personale politico delle nuove e vecchie aggregazioni non ha una storia comune né una cultura condivisa né un gruppo sociale di riferimento. Sta anche qui l’origine del malcostume e dei fenomeni corruttivi. Ma è proprio necessario rassegnarsi a convivere con la cosiddetta “fine delle ideologie”, oppure è ancora possibile trovare lo spazio per pensare la politica in modo diverso?

Roberto Calderoli, ministro dell’insipienza

Roberto Calderoli è una garanzia. Ha rivestito cariche di primo piano agendo sempre in modo tanto spregiudicato quanto disastroso. Basti ricordare lo stravolgimento della Costituzione partorito nella baita di Lorenzago, il “Porcellum” o il taglio di leggi fondamentali qualificate come inutili. Oggi dedica le sue cure all’autonomia differenziata. Ci sarebbe da sorridere se il danno non fosse per tutti noi.

Solidarietà nazionale contro l’autonomia differenziata: Napoli 17 marzo

Il disegno di legge Calderoli sull’autonomia differenziata ha avuto il via libera delle Regioni di centrodestra ma, insieme, l’opposizione delle altre Regioni e della Conferenza dei Comuni. Tra questi ultimi la posizione più netta è stata quella del Comune di Napoli che, con un ordine del giorno ad hoc, ha impegnato la Giunta a chiedere il ritiro del disegno di legge e ha indetto una manifestazione di protesta.