Guardiani, lupi, lupetti: una metafora del presente

Accade nella nostra politica. I lupi, usciti dal recinto, si sono fatti guardiani. E oggi quelli che avrebbero dovuto vegliare sulla democrazia, dal più grande al più piccolo, anziché mostrare vergogna per la loro irresponsabile leggerezza, glissano, si mostrano increduli, si nascondono, scivolano via, sfuggono alle loro responsabilità e alle loro colpe, tirandosele addosso l’un l’altro.

Ragionando sull’ennesima batosta elettorale: Catania, ad esempio

Anche su Catania si è abbattuta, per la sinistra, la batosta elettorale: per ragioni specifiche oltre a quelle generali. La specificità sta nella metodica costruzione, negli anni, di una amministrazione inefficiente e clientelare che, trasformando i diritti in favori, ha indotto i cittadini a perseguire il proprio particolare vantaggio disinteressandosi del bene comune.

2 giugno: quale festa per quale Repubblica?

2 giugno: festa della Repubblica. L’impulso, nei tempi oscuri che attraversiamo, è scrivere di ciò che minaccia la Repubblica: la politica bellicista, l’autonoma differenziata, il presidenzialismo, la disumanizzazione dei migranti, la repressione del dissenso. Ma c’è un modo diverso per festeggiare il 2 giugno: ricordare le lotte di chi pratica la democrazia conflittuale e sociale, e parteciparvi.

Ferma il dolore, firma per la pace

Dal 22 aprile è in corso nel Paese la raccolta delle firme per tre referendum abrogativi, due contro l’invio di armi italiane in Ucraina (e, in un caso, anche in altri teatri di guerra) e l’altro a tutela del Servizio sanitario nazionale pubblico. Il segno dell’iniziativa è evidente pur nell’inevitabile schematismo referendario: più investimenti per la salute degli italiani, meno per gli strumenti di morte e di guerra.

Il teatrino dei mercanti di armi

Giorgia Meloni indossa il cappello d’alpino, Benito La Russa propone il ripristino della leva, Guido Crosetto istituisce il Comitato per lo sviluppo e la valorizzazione della difesa, Repubblica apre con il titolo a tutta pagina “Le armi italiane salvano vite”, Schlein si adegua. In un delirio di “onore alla Patria”, “guerre umanitarie” e “bombe intelligenti” a soccombere sono la Costituzione e il senso della misura.

Il neoliberalismo reale e la sinistra perduta

C’è chi, nel centro sinistra, contesta un presunto massimalismo di Elly Schlein e rimpiange la “terza via” di Tony Blair, un neoliberalismo reale che ha concentrato il potere e la ricchezza su pochi vincitori. Per opporvisi non basta invocare il ritorno dei partiti novecenteschi. Per una ripresa della sinistra occorre, al contrario, la rigenerazione di un terreno, anche teorico, inaridito da una lunga siccità.

Slavina

La slavina

La hybris occidentale sembra ormai giunta al capolinea. L’Occidente rappresenta meno di un ottavo della popolazione mondiale ma pretenderebbe di decidere per tutti, grazie al predominio militare americano e all’asservimento dell’Europa. Ma la slavina ha già incominciato a precipitare..