racconto

Il racconto pubblico ostaggio della guerra

In nome di un irragionevole affidamento al fascino della guerra, l’impensabile e l’indicibile è diventato “opzione possibile”. Nell’universo mediatico il ricorso alle armi è considerato l’unica dimensione concepibile mentre le ragioni della nonviolenza sono irrise come appannaggio di “anime belle”. E’ il momento di ricordare il motto gandhiano: “Occhio per occhio e il mondo diventa cieco”

Armi all’Ucraina?

Assistere l’Ucraina fornendo armi letali di offesa è un grave sbaglio che induce rischi sempre più elevati. Per tutti: per gli ucraini anzitutto; e poi per il mondo intero. È difficile decidere come intervenire, ma occorre lavorare per la pace e non per intensificare la guerra. Anche con gesti esemplari, come spostare a Kiev tutte le diplomazie e i capi di governo europei. Senza elmetto.

La guerra di Putin e le colpe dell’Occidente

Putin ha messo la comunità internazionale di fronte al fatto compiuto della disgregazione dell’Ucraina. È una grave violazione del diritto internazionale. Ma non si può ignorare la corrispondente responsabilità degli Stati Uniti e della Nato che hanno creato una propria zona d’influenza, inglobando nel loro dispositivo militare tutti i paesi dell’Europa dell’est.

Crisi ecologica e manipolazione delle parole

Dopo aver accusato per mezzo secolo gli ecologisti di essere nemici della scienza e del progresso, i loro avversari hanno cambiato strategia manipolando le parole per schierarsi, all’apparenza, dalla loro parte. Incredibilmente una parte del mondo ambientalista non solo li ha accolti, ma ha accettato che assumessero il ruolo guida che volevano ricoprire.

La pandemia e la paura. Ragionare con pacatezza

Il virus, evidenziando la nostra vulnerabilità, ha fatto emergere una paura diffusa della morte, cambiando il nostro approccio alla realtà, i paradigmi di riferimento, lo stesso modo di pensare. Ma, almeno ora, dobbiamo riprendere a ragionare con pacatezza sulle tecniche di governo adottate nell’emergenza, a cominciare dalla previsione dell’obbligo vaccinale (o di suoi surrogati).

Il bis di Mattarella e il commissariamento della democrazia

La rielezione di Mattarella non mette in sicurezza la democrazia ma ne conferma il commissariamento iniziato con l’affidamento del governo a Mario Draghi. Non solo: la trasformazione del reincarico da fatto eccezionale (come lo definì Napolitano) a prassi normale mina profondamente la Costituzione. È, dunque, un drammatico errore che apre la strada a nuove e più gravi eccezioni.

“Sono peggio tutti e due”

Ma per il Quirinale è peggio Berlusconi o peggio Draghi? L’elezione del primo aprirebbe uno scenario da incubo. Inutile persino segnalarlo. Ma la scelta del secondo non sarebbe meno devastante. Perché Draghi rappresenta l’anticostituzione fatta ideologia. Come le malattie nascoste non sono meno letali di quelle palesi, le conseguenze dell’arrivo di D. al Quirinale non sarebbero meno letali di quelle dell’arrivo di B.

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Le bugie di Draghi e il marasma prossimo venturo

Il combinato disposto tra la conferenza stampa di fine anno del Presidente del Consiglio Draghi (con relative bugie) e le reazioni dei partiti politici della sua maggioranza (con relativi sgambetti) la dice lunga sul drammatico marasma istituzionale che si rischia a inizio ‘22. E anche sullo strato di ipocrisia che ha avvolto sia le parole dell’uno che quelle degli altri.