E' titolare delle cattedre di Scienza della politica, presso il Dipartimento di studi giuridici, politici, economici e sociali dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro", si è occupato tra l'altro dell'analisi dei processi produttivi (fordismo, post-fordismo, globalizzazione), della "cultura di destra" e, più in genere, delle forme politiche del Novecento e dell'"Oltre-novecento". La sua opera più recente: "La sinistra impossibile da spiegare a mia figlia". È coautore con Scipione Guarracino e Peppino Ortoleva di uno dei più diffusi manuali scolastici di storia moderna e contemporanea (Bruno Mondadori, 1ª ed. 1993).

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Tempo

Un tempo nuovo – Sull’Ottobre italiano

Pensavamo di vivere in un Paese anestetizzato, e di colpo, una mattina ci siamo trovati nel pieno di un’eruzione vulcanica, travolti da un’infinità di corpi, di voci, di canti e di suoni che parlavano da bocche di ogni età, e comunicavano tutti lo stesso sentimento: che non se ne può più di assistere passivamente all’orrore che quotidianamente si consuma sotto i nostri occhi. Un moto spontaneo irriducibile alle tradizionali appartenenze politiche.

Meloni

Meloni a Rimini – Il trionfo dell’ambiguità

Meloni al meeting di Rimini non ha compiuto nessuna svolta in senso moderato come suggeriscono molti commentatori mainsteam, ma ha confermato la tipica ambiguità che da sempre ha caratterizzato la sua parte ideologica. La medesima ambiguità, d’altra parte, del suo pubblico di CL, setta sempre in bilico tra mistica e affari, con questioni ricorrenti con la Giustizia. Il suo lungo discorso infarcito di trucchi comunicativi non supera un serio fact-checking.

Guerra

Guerra! Il tradimento dei chierici

Una furia di guerra si è impadronita di buona parte della classe politica europea e di quello che si è soliti chiamare il ceto intellettuale. Da Scurati a Galimberti a Vecchioni sembrano moltiplicarsi i “posseduti” da quella passione triste. Cosa sta succedendo? Una teoria interessante insiste sulla “ferita narcisistica”, il terrore della propria irrilevanza, come base psico-sociologica della distruttività. Appare convincente.

15 marzo

15 marzo: “Preferirei di no”

Alla Piazza del 15 marzo rispondo sommessamente “Preferirei di no”. Perché nella migliore delle ipotesi il fervorino che la convoca è talmente generico da non dire praticamente nulla, e nella peggiore perché aderirvi significherebbe una implicita accettazione dell’Europa così com’è, con la sua pessima classe dirigente ossessionata dal mito del riarmo. Il ritorno di Trump, emblematica “figura del male”, dovrebbe richiamarci invece a un serio confronto con la realtà.

Europa

Il suicidio dell’Europa

Il progressivo suicidio dell’Europa per mano di una classe politica terribilmente mediocre e pronta a liquidare il nostro patrimonio di cultura della mediazione e della convivenza in nome di un’ aggressiva economia di guerra trova forse una spiegazione nella disperazione di chi sa di non poter più controllare né risolvere le contraddizioni mortali che è andato accumulando. E considera il “Tempo della guerra” come una possibile soluzione.

Bernie Sanders

Bernie Sanders – Una lezione americana

Bernie Sanders, nel suo ultimo libro, Sfidare il capitalismo, dà una lezione di coerenza e di coraggio alle estenuate sinistre europee e a un’intellettualità che ha rinunciato del tutto al pensiero critico. Quando ci dice che “E’ giusto essere infuriati col capitalismo” (questo è il titolo originale) e che bisogna partire dalla lotta di classe contro un sistema di oligarchi che divora la democrazia, apre un orizzonte di speranza che si credeva ormai spento.

Trump

Trump. C’è della logica in questa follia

Trump ha vinto a mani basse, per gli errori della coppia Biden-Harris, ma soprattutto per almeno tre ragioni di fondo: perché gli Stati Uniti sono una potenza in declino; perché gran parte della classe media si sente declassata; perché un numero enorme di elettori si sente ingannato, da tutti. E, per paradosso, ha votato il principe dell’inganno, il mentitore seriale che però, praticando forme estreme di eccesso, appare alla fine meno ipocrita degli altri.

Verde marcio

Verde marcio è il colore che si addice a chi, come la neo eletta Presidente dell’UE von der Layen, dietro la copertura di politiche ambientali promuove programmi di armamento distruttivi per la vita umana e la natura. Si chiama greenwashing, ed è la formula prevalente oggi anche in politica dove un esempio clamoroso è offerto dai Grünen tedeschi. I quali, peraltro, nelle ultime elezioni in Sassonia e Turingia hanno pagato un prezzo politico altissimo per la loro svolta bellicista.