E' titolare delle cattedre di Scienza della politica, presso il Dipartimento di studi giuridici, politici, economici e sociali dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro", si è occupato tra l'altro dell'analisi dei processi produttivi (fordismo, post-fordismo, globalizzazione), della "cultura di destra" e, più in genere, delle forme politiche del Novecento e dell'"Oltre-novecento". La sua opera più recente: "La sinistra impossibile da spiegare a mia figlia".
È coautore con Scipione Guarracino e Peppino Ortoleva di uno dei più diffusi manuali scolastici di storia moderna e contemporanea (Bruno Mondadori, 1ª ed. 1993).
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Il voto del 24 giugno ha un significato più definitivo di quello del 4 marzo. Ha cancellato alle radici la sinistra, ha segnato la vittoria della crudeltà come principio politico non più mascherato, e il trionfo della stupidità da parte di Pd e 5 stelle.
Nel 2017 l’esercito degli “assolutamente poveri” in Italia ha raggiunto la cifra record di 5.050.000, pari all’8,4% della popolazione complessiva. Questo è il dato sconvolgente contenuto nella nota annuale dell’Istat su La povertà in Italia.
La vicenda dell’Aquarius rivela in modo esemplare un nuovo stile di governo incentrato sulla pratica del “disumano” (sdoganata a suo tempo da Minniti) che trasforma la questione umanitaria in questione bellica.
In Parlamento va in scena un populismo di tipo nuovo, il populismo double face del Conte zio, metà questione sociale e metà reazione securitaria. Nel quadro di un gorgo che sta già trasformando l’Europa.
Siamo al day after. Il terremoto nelle urne del 4 di marzo è arrivato nel cuore delle istituzioni e ci mette di fronte alle nostre responsabilità. Nel naufragio di tutti i nostri ieri dovremo imparare le forme di una resistenza umana difficile.
Che sia stato un terremoto non ci sono dubbi. Se il voto del febbraio 2013 era stato definito, a buona ragione, uno tzunami, che aveva spazzato la superficie del sistema …
I bombardamenti sulla Siria di Donald Trump, di Theresa May e di Emmanuel Macron non hanno altra giustificazione che la loro debolezza, ma avvicinano – drammaticamente e nel silenzio complice dei più – il momento di un’esplosione devastante in tutta l’area mediorientale e su scala globale.