Giovanna Lo Presti, ricercatrice, si occupa di Letteratura italiana e del rapporto tra sistema scolastico e società.

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Educazione e scuola in tempi di crisi

La domanda è d’obbligo: in tempi di crisi val la pena di occuparsi dell’educazione e della scuola? La risposta non può che essere affermativa. In questi tempi bui è più che mai necessario occuparsene per sorvegliare che non vengano sparsi semi di violenza nel campo, fertilissimo, dell’educazione; per controllare che non si sostituisca il sapere con la propaganda; per difendere strenuamente la libertà di pensiero e di insegnamento.

Valditara, ovvero come copiare peggiorando

Il ministro Valditara tesse, sussiegoso, le lodi di ciò che ha fatto. In realtà c’è poco da essere fieri. L’ultimo suo intervento è la riduzione a quattro anni dei corsi di studio degli istituti tecnici e professionali. Una riduzione di chiaro stampo classista, in cui Valditara, per di più, non ha inventato nulla, ma è riuscito nell’incredibile impresa di peggiorare i progetti dei suoi predecessori.

Le fonti di Giorgia

Nel discorso conclusivo della kermesse di “Atreju”, la presidente del Consiglio, gonfiando le vene del collo, ha urlato: «I centri in Albania fun-zio-ne-ran-no!». La sua fonte è un vecchio libro di Giovanni Guareschi, “Lo zibaldino”, che svela il metodo: gridare forte equivale a dire, a bassa voce, il contrario. Una divertente stramberia, ma meno stramba della speranza che i centri albanesi prima o poi funzioneranno.

Nello sport passioni tristi

Viviamo un tempo di passioni tristi, in cui il cattivo gusto va di pari passo con la retorica e la negazione del buon senso. Lo si è visto, da ultimo, nell’indecorosa fuga dal ring della pugile Angela Carini con il seguito di polemiche costruite a tavolino. C’è un’alternativa possibile ma, per costruirla, occorre non lasciare nulla che ci sembri ingiusto senza almeno un commento.