Stefano Valenti, Come farfalla a luglio (Gramma Feltrinelli, 2026)

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A venticinque anni dal G8 di Genova, Stefano Valenti torna su quei giorni con un romanzo-cronaca che intreccia testimonianze processuali, interviste e i documenti raccolti nel libro bianco del Genoa Social Forum. Tre le figure attorno a cui ruota il racconto: il narratore, che si assume il compito della testimonianza; Francesco, docente universitario di formazione cattolica ispirato a Fabrizio Ferrazzi, arrestato e torturato a Bolzaneto e mai più tornato a una vita “normale” prima del suicidio nel 2011; e Carlo, in cui è riconoscibile Carlo Giuliani, ucciso in piazza Alimonda il 20 luglio 2001.

Il libro dialoga esplicitamente con Il soccombente di Thomas Bernhard, di cui riprende l’impianto: una voce narrante che, dopo la morte di un amico, ne ricostruisce la parabola facendosene testimone. Come Wertheimer nel romanzo di Bernhard, anche Francesco è il “soccombente” della vicenda: non regge al confronto con qualcosa più grande di sé. Non più il genio pianistico di Glenn Gould, ma l’orrore assoluto vissuto a Bolzaneto e si toglie la vita anni dopo, lasciando al narratore il compito di raccontare ciò che lui non è più in grado di dire. Valenti racconta le torture subite nella caserma con uno stile spoglio e quasi documentario, che proprio nella sua asciuttezza restituisce tutta la brutalità di quei fatti. Ma il libro non si ferma alla violenza fisica: segue anche il modo in cui quell’esperienza ha continuato ad agire nella vita dei sopravvissuti, ben oltre quei giorni di luglio. Una scrittura che non concede sconti al tempo che passa, né alla tentazione di dimenticare.

segnalazione di

Filippo Scisciani
libraio di Binaria
Centro commensale del Gruppo Abele
tel. 011.537777

binaria@gruppoabele.org
www.gruppoabele.org
@binaria34

Gli autori

Filippo Scisciani

Filippo Scisciani, libraio, è tra gli animatori della libreria "Binaria" del Gruppo Abele di Torino.

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